0 00 3 min 3 mesi 294

Ancora una stagione da protagonista per il talento cristallino di Simone Ventrone, il difensore classe 2004 da ormai sei anni in orbita Juve Stabia. Con la storica maglia delle “vespe” di Castellammare, (compagine che milita nel girone C della Serie C), il calciatore nativo di Maddaloni ma residente a Santa Maria a Vico sta vivendo un crescendo di emozioni che si spera possano culminare presto nel meritato debutto nel calcio professionistico. Il respiro del palcoscenico nazionale è comunque già stato assaporato diverse volte sia con le varie convocazioni in Primavera e soprattutto con gli Allievi Nazionali dell’Under 16 della Juve Stabia, dove Simone Ventrone ha confermato, con puntuale costanza di rendimento, doti fisiche e calcistiche che mettono il suo nome sui taccuini più importanti del calcio giovanile. Capitano inamovibile della sua formazione, è stato giudicato, per due anni di seguito, miglior Under 15, ed anche nella prossima stagione vestirà la casacca gialloblù con la chiara intenzione di affermarsi definitivamente nel calcio che conta. La fascia di capitano al braccio fa chiaramente intendere le imponenti doti da leader del gruppo sia in campo che fuori.

Simone Ventrone, classe 2004, talento delle giovanili della Juve Stabia

Le soddisfazioni ed i traguardi che Simone sta conquistando sul rettangolo verde, sono condivise, con grande felicità, anche in quel di Maddaloni nella Scuola Calcio “Calatia” dove il difensore ha mosso i suoi primi passi e dove per sei anni ha potuto contare sul grande lavoro svolto da Vincenzo Sivo, titolare della struttura sita in via De Curtis. Prima di spiccare il volo verso Castellammare di Stabia, Simone Ventrone si è formato presso la “Calatia” e, appena gli impegni lo consentono, non manca mai di visitare la struttura e le vecchie conoscenze. “Lo abbiamo praticamente visto crescere per poi spiccare il volo verso una delle società più gloriose ed importanti del calcio nazionale. A Simone – racconta Vincenzo Sivoabbiamo semplicemente fatto capire che con passione e sacrificio è possibile arrivare a traguardi di prestigio. Ho semplicemente cercato di farlo innamorare sempre di più del calcio e nello stesso tempo inculcare in lui il concetto di lavoro, perché si possono avere grandi doti e spiccate caratteristiche da calciatore ma, senza il duro lavoro non si va da nessuna parte. A sedici anni, Simone sembra già un veterano ed ogni volta che lo vedo con la maglia della Juve Stabia è per me un’emozione fortissima”.