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MADDALONI- L'”isola ecologica che non c’è” apre i battenti il 15 luglio. Sembra che questa sia la volta buona. Più che i lavori eseguiti è stato molto complicato smaltire l’iter delle autorizzazioni e scalare la montagna della burocrazia, compresa l’aua provinciale che parlava di lavori da iniziare quando i lavori, per il 90 per cento, sono stati già eseguiti. Insomma, era abusiva l’isola ecologica del comune di Maddaloni. E lo è stata fin dal 2012. E senza l’ autorizzazione unica ambientale (Aua), il centro di conferimento dei rifiuti differenziati sarebbe totalmente difforme secondo le indicazioni del Noe, le direttive dell’Asl, soprattutto priva di impianti di sicurezza. La cosa incredibile è che sindaci di tutte le latitudini politiche, l’esercito in servizio permanente effettivo dei consiglieri comunali, più la folla di migliaia di persone (che negli ultimi anni hanno riempito le liste per le amministrative) nessuno mai ha sollevato obiezioni. Nemmeno gli ecologisti della domenica. In concerto, è stato necessario realizzare un sistema di «efficientamento e raccolta dei materiali speciali altamente riciclabili e redditizi, vetro, carta, cartone, sfalci di potatura, olii esausti ed elettrodomestici dismessi». Soprattutto, è stato cancellata la carenza più imbarazzante con la posa in opera di un sistema di raccolta delle acque reflue che, per norma, vanno trattate in una vasca di raccolta dedicata e non immesse di rettamente nella fognatura comunale. Un disservizio, ma anche un potenziale fonte di inquinamento, macroscopico e inaccettabile. Poi, in aggiunta, è stata realizzata una tettoia di protezione per la zona di smaltimento degli elettrodomestici esausti (Raee) e in aggiunta un sistema di servizi igienici adeguati per gli operatori.