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Una storia che ha inizio nel 1998, quando una coppia di coniugi, inizia a costruire su un fondo ubicato in via Collepuoti, uno stabile. La coppia, era sprovvista di autorizzazioni e permessi, pertanto venivano emesse 2 ingiunzioni di abbattimento da parte degli organi preposti a carico degli artefici dell’opera abusiva. Nel 2011, il Comune tentò di appropriarsi dell’opera relegandola al patrimonio dell’ente ma fu smentito dal Tar Campania che annullò anche l’ordine di sgombero. In seguito, la Procura della Repubblica, dava incarico al sindaco affinché demolisse la struttura ma, poichè i coniugi non ottemperavano alla ennesima ingiunzione, l’architetto dell’ufficio tecnico, Vincenza Pellegrino, impagnò circa 130mila euro per la demolizione. Nel 2013, l’Ente comunale, chiedeva ai coniugi la somma che era stata necessaria per l’abattimento. Inutili i ricorsi al Tar ed in seguito al Consiglio di Stato per revocare la richiesta del Comune che veniva confermata in sede di giudizio.Arriviamo dunque allo scorso mese, quando i coniugi hanno chiesto e dopo qualche difficoltà, ottenuto la rateizzazione del pagamento.
vincenza pellegrino