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MADDALONI- Mesi di chiusura forzata. Era abusiva l’isola ecologica del comune di Maddaloni. Stop agli abusi ambientali: per cancellare l’imbarazzante sconcio ambientale si è dovuto ricominciare da zero: prima l’Arpac, poi la Regione e ora la Provincia, dopo una lunga istruttoria, hanno concesso l’ autorizzazione unica ambientale (Aua). Quello che resta un semplice parcheggio (area di ingresso del palazzetto dello sport Angioni-Caliendo), attivo addirittura da 15 anni, ha acquisito i servizi essenziali di un centro di conferimento attrezzato. E’ stato necessario realizzare un sistema di «efficientamento e raccolta dei materiali speciali altamente riciclabili e redditizi, vetro, carta, cartone, sfalci di potatura, olii esausti ed elettrodomestici dismessi». Soprattutto, è stato cancellata la carenza più imbarazzante con la posa in opera di un sistema di raccolta delle acque reflue che, per norma, vanno trattate in una vasca di raccolta dedicata e non immesse di rettamente nella fognatura comunale. Un disservizio, ma anche un potenziale fonte di inquinamento, macroscopico e inaccettabile. Poi, in aggiunta, è stata realizzata una tettoia di protezione per la zona di smaltimento degli elettrodomestici esausti (Raee) e in aggiunta un sistema di servizi igienici adeguati per gli operatori.