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Lo sport e l’attività fisica vengono solitamente relegate, ad esempio in ambito scolastico, al rango di materie non essenziali. E ciò in palese contrasto con una la letteratura scientifica che da tempo ha stabilito che lo sport incide sullo sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino e dell’adolescente, contribuendo ad una crescita sana ed equilibrata e ad instaurare relazioni con i coetanei e gli adulti-in un contesto di gioco e divertimento-che consente di apprendere valori come il rispetto delle regole e degli avversari, la lealtà verso i compagni e la squadra, la dedizione personale.  Eppure, già prima delle chiusure causate dal Covid, nel 2019, quasi un giovane su cinque era sedentario. Oltre il 18%, tra i bambini di 6-10 anni e gli adolescenti di 15-17anni. Quasi il 16% nella fascia 11-14 anni. Oltre il 40% tra i più piccoli, i bambini di3-5 anni. Tra i ragazzi in età scolare, il calo dei sedentari si rileva soprattutto nelle fasce 6-10 e 11-14.In Campania, in particolare, meno di un terzo dei bambini eragazzi pratica sport con continuità.  Campania che resta anche all’ultimo posto della classifica regionaleper istituti scolastici dotati di strutture sportive (21,6%).Da queste parti ora però va di moda solo l’Ambiente e, soprattutto, il business del risanamento! Tutte le analisi concordano nel sostenere che le regioni (tra cui la Campania) ove i ragazzi praticano meno sport sono quelle in cui si registra la quota più elevata di famiglie in potenziale disagio(e Mondragone, come abbiamo più volte evidenziato, non è seconda a nessuno quanto a disagio e povertà), ove vi è una scarsità di impianti disponibile sul territorio e l’assenza di manutenzione e di soggetti che li gestiscano in modo strutturato e continuativo. Quest’ultima situazione l’abbiamo sotto gli occhi nella nostra città, ove si continua a lasciare che gli impianti sportivi esistenti vengano gestiti con estemporaneità, precarietà e discrezionalità, con i soldi di tutti ma al servizio di pochi e non certamente di tutta la collettività. L’AMBC è già intervenuta varie volte per denunciare l’assenza totale di politiche comunali per lo sport(per le bambine e i bambini, per i giovani, per gli adulti o per le persone anziane) e lo scandalo della (non) gestione di importanti impianti sportivi pubblici: https://www.v-news.it/mondragone-dopo-le-universiadi-che-fine-faranno-il-palazzetto-dello-sport-e-il-campo-sportivo/.Un anno fa tra polemiche, distinguo e “mal di pancia” (anche in seno alla stessa maggioranza che “sopporta”-ancora per poco- Pacifico) fu scandalosamente deliberato l’affidamento di un anno del Palazzetto dello Sport e della palestra della Scuola M. Buonarrotiad una locale associazione sportiva. Un affidamento direttofino al 31 luglio 2021 in cambio del pagamento da parte dell’associazione dei costi delle utenze, della manutenzione ordinaria e dei servizi di custodia e vigilanza (anche se di recente qualche determina accollava tale ultimo costo all’Amministrazione. Mah!). Un atto a nostro avviso (e non solo a nostro avviso) illegittimo, soprattutto perché adottato con assoluta ed ingiustificata discrezionalità e, soprattutto, in assenza dell’indispensabile scelta da parte del Consiglio comunale della modalità di gestione di questo come di altri impianti sportivi pubblici. È passato un anno, l’affidamento illegittimo e discrezionale è in scadenza (mancano poco più di 10 giorni), ma non ci risultano iniziative ed atti messi in piedi dall’Amministrazione Pacifico per superare quello che un anno fa fu dichiarato “un affidamento temporaneo”. Cosa succederà dopo il 31 luglio 2021?Abbiamo già avuto modo di denunciare il “giochino” della provvisorietà che diventa eternità (come dell’urgenza che diventa discrezionalità). “Nelle more di…” non si può più leggere né sentire (anche perché si rischia che Mondragone così ce more!). Un’Amministrazione che dopo quasi cinque anniprende ancora in giro” i propri cittadini con il “giochino” della provvisorietà è un’Amministrazione alla quale bisogna soltanto consegnare l’avviso di sfratto, perché ha avuto tutto il tempo necessario per ben governare ma lo ha sciupato rincorrendo soltanto favoritismi e clientele e perché si è ampiamente dimostrata incapace di gestire anche l’ordinaria amministrazione.