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La commovente lettera appello del Vescovo di Napoli ai politici

“Riaccendere la fiamma della speranza a e ritessere i fili della fiducia”. La lettera, che don Mimmo Battaglia ha scritto ai politici, è una profondissima analisi che è è anche un atto di accusa contro l’abbandono del Sud. Il Mezzogiorno cancellato dall’agenda del Pd, Del M5S, Della Lega, di Fratelli d’Italia, Italia dei Valori e di tutta quella pletora di sigle che configurano il mitico Pun (Partito unico del Nord) a cui i deputati meridionali e larga fetta dei sindaci mostrano reverenti la loro devozione in cambio di uno spazio al sole. In sintesi, le parole dell’arcivescovo di Napoli sono un tambureggiante appallo alle ragioni del cuore, all’apertura delle menti e un richiamo alla testimonianza. In sintesi, ha scritto “Si tratta di ripartire dalle persone, e quindi dalle relazioni, riattivando i legami solidali tra i cittadini. Occorre restituire loro la dignità, e quindi l’orgoglio, di essere meridionali […]”. Credo che il Sud manchi nel Piano del governo per i fondi europei… “Ho visto, e vedo, le ingiustizie inflittegli anche da chi – a causa di un antico e reiterato preconcetto – considera il Sud una zavorra e non una risorsa, credendo di poter agganciare il treno dell’Europa abbandonando sul binario morto quella parte del Paese che in più di mezzo secolo gli ha offerto non soltanto le braccia per le industrie, ma anche le intelligenze per farlo diventare quel ricco e potente territorio che è. Il Sud è il luogo, invece, dove si può compiere, insieme alle storiche riparazioni dei danni provocati, un’autentica opera di giustizia e e umanizzazione della Politica”. L’on. Antonio del Monaco, con una missiva, risponde all’arcivescovo di Napoli

Oggetto: Riflessioni sulla pandemia e sul futuro.
S.E.R. Monsignore,
Le parole della lettera da Lei scritta e pubblicata mi hanno profondamente colpito, poiché ne condivido
il pensiero ed è mio desiderio rendere S.E.R. al corrente di ciò.
Anche io sono un uomo del Sud, prima ancora di essere un parlamentare e dunque un politico.
Anche io vengo, anzi, vivo tutt’ora in una terra martoriata dalla criminalità e dall’incoscienza della gente
senza scrupoli, senza morale, senza Dio.
Ho sempre creduto nella politica con la P maiuscola, quella del servizio, del bene comune e, attraverso
il mio mandato, ho cercato e cerco ogni giorno di svolgere al meglio il compito che mi è stato concesso.
Concesso, sì, perché ritengo che essere scelti per un ruolo del genere comporti non solo onori ma altresì
e soprattutto oneri, doveri: è mio dovere utilizzare il tempo che mi è stato concesso nel ruolo di
parlamentare per apportare migliorie, per risolvere questioni impantanate, per tentare di risollevare le
sorti di una terra sfortunata ma bellissima, ricca di potenziale e persone oneste.
La pandemia, come ha giustamente sottolineato Lei, ha colto tutti impreparati, ha gettato intere Nazioni
nello sgomento, nel panico. Abbiamo pregato tanto, sperato in una soluzione e, con l’arrivo dei vaccini,
siamo tornati a “respirare”, in tutti i sensi.
Non abbiamo vinto la guerra, ma certamente una battaglia, e se ne arriveranno altre continueremo a
difenderci, senza tregua.
Credo fermamente nella possibilità di un nuovo Rinascimento per il Sud, di un riscatto giusto e atteso
da decenni. Credo, perché io per primo ci sto mettendo faccia e firma, che il Governo, già nelle
intenzioni del precedente Premier, stia attuando soluzioni migliori per far decollare una parte del Paese
che non può essere dimenticata, non può essere considerata alla stregua di una zavorra.
Il Sud è da sempre forza lavoro, motore trainante, fucina di menti geniali, di ingegni rari. Spesso
sfruttato, troppo spesso deriso, infangato.
Tutto questo deve finire.
La pandemia avrebbe dovuto rendere tutti migliori, dopo tanta sofferenza e morte, avrebbe dovuto
azzerare tutto, smuovere le coscienze.
Qualcosa è successo, su tanto altro c’è da lavorare ancora.
Io ci sono, prima di tutto come uomo che ama la propria terra e non si è mai arreso all’idea di vederla
morire di lenta agonia.
Come Lei, Monsignore, prego per le coscienze degli uomini: possano essere illuminate dalla luce
divina, l’unica in grado di indicare la via della verità, della comprensione, dell’amore e della giustizia.
Ringraziando della cortese attenzione, porgo distinti saluti.
Roma, 22 Luglio 2021