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SAN FELICE A CANCELLO – E’ andato deserto il consiglio comunale previsto per ieri alle ore 19; deserto per mancanza del numero legale. In un aula consiliare semivuota, con il decano Clemente De Lucia, che si è ritrovato nella qualità di consigliere anziano ad assumere la funzione di presidente, il segretario comunale non ha potuto fare altro che appurare la mancanza del numero legale. Per la cronaca e il verbale della seduta oltre a De Lucia erano presenti: Luciano Bernardo, Concetta De Lucia e Roberto Nuzzo, eletti nelle fila del M5S, Tino D’Ambrosio e Francesco De Lucia, a rappresentare politicamente Italia Viva anche se non ancora con un gruppo consiliare.

Dovrà attendere ancora, Gennaro Ruotolo, per entrate in consiglio comunale al posto di Marco Sardella, dimissionario e critico proprio sulla tenuta dell’attuale maggioranza politica. Maggioranza, che però, solo sull’assenza di ieri ha trovato la propria compattezza: d’accordo su nulla, ma uniti nel disertare un consiglio che aveva all’ordine del giorno, oltre alla surroga, anche il regolamento per disciplinare il noleggio delle e-Bike, il regolamento per l’affidamento degli incarichi legali e i più spinosi punti legati al rendiconto 2020 e alle variazioni 2021.

Tutto rimandato a domani 29 luglio, dicono dalla casa comunale. La cosa però assume contorni da giallo. Su questo giornale e sul proprio blog, l’attento Alfredo Ferrara lo aveva segnalato: nella convocazione inviata per pec ai consiglieri comunali, tra le tante cose, manca l’indicazione della seconda convocazione. Una pezza, dalla Casa Comunale e a firma del presidente del consiglio Corrado Colella, è stata tentata nella pubblicazione del manifesto della convocazione: questo sì che prevede la seconda convocazione e aggiunge un ottavo punto, sulla questione dell’ex palazzina dell’Ospedale, che mancava sulla convocazione originaria. Tali integrazioni e modifiche, però, non risulterebbero mai notificate ai consiglieri. Ciò inficerebbe l’intera gestione del consiglio che andrà a celebrarsi il prossimo giovedì.

La bagarre politica si è scatenata dopo pochi istanti dalla chiusura degli uffici comunale ieri sera. E’ finanche troppo chiara la crisi politica in atto, con una maggioranza ormai ridotta al lumicino che necessita della presenza di tutti per portare a casa ogni singolo punto all’ordine del giorno. Ieri tale presenza non c’era o non voleva esserci. Lo stesso presidente Colella che difatti ha ingenerato quest’ultima confusione istituzionale, era assente.

La smentita politica del sindaco Giovanni Ferrara, poi, non è altro che una doppia conferma, come la massima vuole.

Si precisa che il consiglio comunale si farà in seconda convocazione – scrive sui social Ferrara – poiché ci sono stati impegni sopravvenuti per quattro consiglieri di maggioranza. I consiglieri di minoranza sono stati avvisati in anticipo riguardo tale situazione“. Avvisare e convocare, però sono due cose diverse; pec e manifesto anche.

Inoltre, smentisco a nome di tutti gli assessori – continua Ferrara – fantomatiche voci su delle dimissioni: il gruppo è compatto, il resto solo voci sterili da opposizione e giornaletti locali“.

Il lumicino della consiliatura Ferrara va verso lo spegnimento. Resta solo da capire in mano a chi si spegnerà il cerino.