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È deceduto improvvisamente all’età di 73 anni nella sua casa in Normandia: soffriva di problemi di cuore da tempo

L’Italia dice addio a Gino Strada: il fondatore di Emergency si è spento all’età di 73 anni. L’annuncio è di pochi minuti fa e lo si apprende da fonti vicinie alla famiglia. Proprio questa mattina il medico lombardo aveva pubblicato un suo articolo sul quotidiano La Stampa, nel quale descriveva la situazione in Afghanistan, dove l’avanzata dei talebani sta portando alla conquista dei territori controllati dal governo del paese asiatico. Strada fondò la Ong nel 1994 con la moglie Teresa Sarti: chirurgo di guerra per il Comitato internazionale della Croce Rossa, ha operato in scenari proprio come in Afghanistan, o in Somalia. È deceduto improvvisamente all’età di 73 anni nella sua casa in Normandia: soffriva di problemi di cuore da tempo.

“Nessuno se l’aspettava. Siamo frastornati e addolorati. È una perdita enorme per il mondo intero. Ha fatto di tutto per rendere migliore il mondo. Ci mancherà tantissimo”. Sono le parole rilasciate all’Adnkronos dalla presidente di Emergency, Rossella Miccio, commentando la morte del fondatore della Ong.

L’ATTIVITÀ DI GINO STRADA

Dall’anno della sua fondazione Emergency ha operato in 18 Paesi del mondo: la Ong ha assicurato cure mediche e chirurgiche gratuite alle persone vittime delle guerre e della povertà. Spesso Strada ha mosso critiche nei confronti dei governi italiani: ha sottolineato la corruzione nella sanità, la gestione dell’immigrazione, l’attività dell’Unione Europea. Ma anche il commercio delle armi e gli interessi economici dietro le guerre. Nel 1999 pubblicò il libro “Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra“. Si tratta di una raccolta di memorie riguardanti le zone di guerra dove il medico era stato impegnato con i colleghi di Emergency. Sono raccontate drammatiche storie – in particolare di bimbi e adulti mutilati – avvenute in Iraq, Pakistan, Ruanda, Afghanistan, Perù, Kurdistan, Etiopia, Angola, Cambogia, ex-Jugoslavia e Gibuti.

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