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di Antonio Del Monaco* Qualche giorno fa, alla luce degli ultimi fatti in Afghanistan, ho preso parte, in quanto membro della Commissione Difesa, a un incontro di commissione difesa ed Esteri Camera e Senato, alla presenza del Ministro della Difesa e del Ministro degli Esteri.
A prescindere da quanto è stato detto, dagli interventi e le prevedibili (non necessariamente praticabili) soluzioni, ho potuto ancora una volta riflettere…e tristemente constatare alcune cose.

La guerra, anche la più “ingenua”, mascherata dal buonismo di chi vuole portare pace attraverso il paradosso delle armi, è Mafia. Sempre.
È interesse economico, è vile egoismo, è subdolo ricatto, è tragedia annunciata. Sempre.
La guerra non può portare democrazia, tantomeno pace. Mai.
La guerra non è la soluzione. Mai.

Continuo a sentire assurdità, che investire danaro nella difesa e dunque nelle armi per esportare democrazia attraverso missioni di pace, è cosa buona e giusta. Anzi, indispensabile!
Ma la storia a che serve?Cosa insegna? E non c’è bisogno di andare indietro di decenni o secoli… basta osservare quanto sta accadendo, ora, quanto era prevedibile, direi.

Cosa ha concluso la grande Nazione Americana? Quella delle belle parole, degli slogans accattivanti, dei supereroi, delle missioni impossibili?
Cosa ha concluso l’Europa? Quella dei buoni propositi, della cooperazione, dei baluardi dell’eguaglianza tra popoli?… Nulla.
Si fa dietrofront e tutto ritorna in mano ai terroristi… armati da chi?
Si fa dietrofront perché altro non si può fare: la storia, la cultura, la religione di alcuni paesi formano un muro alto quanto una montagna e scalfirla è pura chimera, corsa contro il tempo.

E intanto il caos è tornato…ma, forse, non è mai andato via del tutto: chiedetelo ai soldati tornati miracolosamente a casa. Chiedetelo a chi ha perso in quelle terre amici, fratelli…mente, animo, futuro.
Non si torna indietro nè si va avanti: la guerra distrugge dall’interno, seppure la carne è salva. Si resta lì, prigionieri di ricordi, testimoni di rumori, urla, sangue, morte…testimoni dell’inferno!
Io ho visto gli occhi di tanti giovani, ormai spenti…ho ascoltato le loro paure, gli incubi.

La guerra uccide e non fa sconti, è Mafia: impoverisce chi è già povero, chi non ha voce in capitolo, chi è solo un numero tra numeri…e arricchisce chi ne sa trarre guadagno, chi vede altri numeri a discapito della pelle altrui. Gli interessi sono enormi, più di quanto possiamo immaginare.

Basterebbe la pace? Basterebbe davvero?
Forse, ma, come la Democrazia, la pace va costruita…è un valore che va inculcato ai bambini, è la strada per una vita migliore, più giusta. È una scelta in cui credere.
I bambini, le donne, quante atrocità, quanti soprusi per zittire le loro coscienze, per gettarli nel buio, per imprigionare la mente, il cuore: loro pagheranno, come sempre, il prezzo più alto per mano dei talebani, è una storia che si ripete…che uccide, di nuovo. Talebani assassini!
E noi? Sì, noi tutti, girati dall’altra parte quando non conviene più. Noi dell’Europa, degli USA, del Mondo, noi tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano.
Che si fa adesso?

Adesso è necessario destarsi dal torpore del “tanto non mi riguarda, tanto non si può fare nulla”…
Le coscienze vanno risvegliate e tutti devono fare la propria parte, creando corridoi umanitari, dando assistenza a questi nostri fratelli terrorizzati dalle atrocità che hanno dovuto sopportare e dall’idea di non potersene liberare.
Chi non ha intenzione di farsi avanti, chi vuole continuare a girarsi dall’altra parte e perseverare nel sonno su soffici cuscini di ipocrisia, ignavia e pusillanimità, faccia pure, ma altresì lontano da ghiotte occasioni di sussidi, sovvenzioni, fondi.
Scegliere da che parte stare preclude sempre la pretesa del tutto.

Qualcuno ha proposto di accogliere solo donne e bambini, come se si potesse scegliere della vita e della morte degli essere umani, giocando a fare Dio.
Qualcuno ha detto che ciò che sta vivendo l’Afghanistan è affare loro… Eppure per anni l’affare è stato fiutato ampiamente da chi ora se ne lava le mani.
La corsa agli armamenti, l’investimento che ottusamente si continua a proporre deve fermarsi, adesso!
Venti anni di missioni, milioni di euro spesi, centinaia di giovani mandati a morire (o a tornare con ferite profonde, che mai saneranno); venti anni di promesse, illusioni per uomini, ma soprattutto donne e bambini “usa e getta”, per esseri umani che hanno diritto a una vita migliore, lontana da violenze, soprusi, terrore, morte.

La guerra è Mafia, e non è mai la soluzione.
Il dialogo, la comunione di intenti, la volontà di unire anziché dividere, l’altruismo e l’empatia, la carità cristiana: sono questi i valori da tenere bene a mente, sono queste le basi su cui fondare una nuova strada.

Non lasciamoci ingannare: possa questo terribile presente rendere tutti più coscienziosi, più lungimiranti, come occasione di redenzione. Perché quanto accade nel Mondo, in altri Paesi, in terre lontane, non è mai solo colpa di altri Paesi o di terre lontane.
È anche colpa del Mondo…e noi, tutti, siamo il Mondo.

* Deputato del Movimento Cinque Stelle