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MADDALONI- Catastrofe Corso I Ottobre: cede ancora il basolato. E’ il terzo sprofondamento, dal 2005, cioè da quando gli straordinari lavori di “restyling) che hanno distrutto una delle poche strade decenti, sono stati avviati, finanziati (con 5 milioni di euro) e poi portati a termine. Ora, c’è un altro buco in mezzo alla carreggiata profondo oltre un metro. Si sente chiaro un rumore sordo di acqua che scorre. E’ in atto uno scavo continuo sotterraneo. Facciamo il punto: la strada nuovissima e di nuova concezione è sprofondata nel 2009 in piazza de’Sivo. E’ andata giù il primo tratto e ora cede la parte opposta all’Ufficio postale. Spesi cinque milioni di euro per l’opera. Una somma, cospicua, poi è spesa per rifare più volte di basolato dissestato e un numero imprecisato per chiudere le falle dell’acquedotto. Non è bastato: le condutture in polieteline (considerate difettate) dovranno essere sostituite integralmente con la ghisa. A suo tempo nessuno ha visto. Nessuno ha denunciato e nessuno ricorda. Un mare di soldi e un mare di guai. E pure un mare di acqua sprecata. Al danno si aggiunge anche la beffa: il comune non può chiedere i danni a nessuno perchè le imprese originarie sono fallite o non esistono più. Quindi si entra nel terreno dei documenti e della memoria. E si sa a Maddaloni, soprattutto i politici per tutte le stagioni e di tutti gli schieramenti (nessuno escluso) non ricordano. Ricordano solo le scadenze delle prossime elezioni. Poi esistono ben altri danni: rimossi i marciapiedi in basoli (non più rinvenuti) con riduzione della carreggiata. L’idea originaria era ampliare i marciapiedi per favorire i pedoni, la viabilità libera e gli esercizi commerciali. Risultato: ristretta la carreggiata (un tempo di parcheggiava a spina di pesce da ambo i lati); gli esercizi commerciali non sono mai decollati e il corso è un deserto. Scomparsa l’inferriata in ferro battuto che proteggeva il momento. Scomparsa la stele della banda della Guardia di Finanza davanti alla chiesa dell’Annunziata. Ripristinata solo grazie all’impegno del compianto cav. Tagliafierro in qualità di presidente dell’Anfi (Associazione nazionale finanzieri d’Italia).

L’inizio del cedimento