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Foto: © SSC Napoli
Il tecnico degli azzurri parla in conferenza stampa nel post match di Europa League, perso 3-2 contro lo Spartak Mosca. Di Lorenzo: “Giocare in dieci uomini si sente nelle gambe“; Fabian: “Abbiamo un solo punto ma, c’è ancora molto da giocare

Per il Napoli arriva la prima sconfitta stagionale, la prima in Europa. Match fortemente condizionato dall’espulsione al 30′ di Mario Rui (rosso diretto), quando gli azzurri erano in vantaggio 1-0, grazie alla rete dopo 13 secondi di Elmas. Azzurri in controllo dalla gara, poi i partenopei accusano l’inferiorità numerica e, nella ripresa, non riescono ad arginare il ritorno dei russi. Lo Spartak capovolge così il risultato con Promes – doppietta – e Ignatov. Osimhen accorcia nel finale. “Nel finale c’è stato un po’ di nervosismo, tante decisioni arbitrali erano un po’ così viste dal campo”, le parole di Di Lorenzo subito dopo la gara a Sky Sport. “Siamo delusi e rammaricati, volevamo vincere e ci dispiace. Con l’uomo in meno si poteva fare qualcosa in più? In dieci è sempre difficile, giochiamo tante volte e fare una partita in dieci uomini si sente nelle gambe. Abbiamo fatto la partita, dispiace per i gol presi e pensiamo subito a domenica”.

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“Nervosismo nel finale? Volevamo vincere, peccato per l’espulsione di Mario Rui ma la squadra ha dato tutto fino alla fine”: anche Fabian Ruiz parla ai microfoni di Sky. “Ci abbiamo provato a pareggiare, non ci siamo riusciti. Ci sono due tre cartellini rossi che potevano aiutarci, ma non dobbiamo pensarci ora: adesso è finita, pensiamo a domenica perché ci aspetta una partita difficile. Qualificazione nel girone? Ci mancano ancora quattro partite, abbiamo un solo punto ma c’è ancora molto da giocare. Noi non molliamo mai, dobbiamo fare una bella Europa League e correggere gli errori fatti, ci sono e dobbiamo pensarci. L’Europa League è una bella competizione e vogliamo fare bene”.

SPALLETTI: “MI ASPETTAVO DI FAR MEGLIO NEL FINALE”

Dopo le parole dei suoi giocatori, è il momento di Luciano Spalletti in conferenza stampa: “Diventa facile gestire una sconfitta”, scherza il tecnico toscano. “Io ho già perso in vita mia. Sono abituato, poi è normale che quando ti abitui a vincere e sei sconfitto i calciatori rientrano con la testa bassa. Però non è stata una partita disastrosa. Il nervosismo nel finale? Sono andato solo a salutare un collaboratore dell’allenatore dello Spartak, perché ci ha presi in giro per tutto il secondo tempo. Volevo soltanto salutarlo.

Nel secondo tempo quando ti abbassi in inferiorità numerica e loro si alzano, diventa una scalata lunga per arrivarci ed abbiamo sofferto un po’. Ci siamo messi 5-3-1 e tatticamente eravamo in controllo, in una situazione li abbiamo lasciati partire e hanno fatto il 2-1 in superiorità numerica. Quando siamo tornati dieci contro dieci pensavo di riprendere la partita, invece abbiamo continuato a giocare in maniera un po’ confusionaria, senza andare a scegliere e a cercare di riagguantare il risultato. Abbiamo fatto un po’ di confusione, se avessimo fatto girare la palla come da squadra in parità numerica avremmo fatto diversamente.

Qualche cosa si può migliorare, però abbiamo giocato tutta la partita in 10. L’ultimo quarto d’ora mi aspettavo di far meglio. Di pareggiare e ribaltarla e invece non siamo stati bravi a mantenere l’ordine. Problema a sinistra? È un’analisi corretta, però abbiamo Ghoulam che sta fuori che è fortissimo. Bisogna vedere come torna nella partita reale, che possibilità avrà”.