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Emozioni ed applausi in prima serata su RaiUno. Tutto per Massimo Troisi che a 27 anni dalla sua prematura scomparsa è ancora vivo nei sentimenti della gente. A far battare i cuori ci ha pensato il professore della canzone italiana, Roberto Vecchioni, tra i protagonisti della grande festa della nostalgia andata in scena all’Arena di Verona e diventata un grande show del piccolo schermo. Nell’ultima serata di “Arena ’60 ’70 ’80“, sterminato jube box live con i grandi protagonisti delle classifiche dei tre decenni ad infiammare il pubblico, Roberto Vecchioni si è presentato in scena con una tshirt dedicata al grande attore e regista napoletano. Un dettaglio immediatamente saltato all’occhio dei telespettatori ed ovviamente del presentatore Amadeus che, grazie all’assist del cantautore, ha reso omaggio pubblicamente all’arte di Troisi, patrimonio indiscutibile del Novecento. Roberto Vecchioni ha deliziato il pubblico con un salto nei suoi anni Settanta con due brani consegnati di diritto alla storia della musica. L’intramontabile “Luci a San Siro” del 1971, canzone tra le più significative ed importanti della carriera, e l’altrettanto simbolica “Samarcanda” del 1977, favola musicale di ispirazione orientale dove si racconta di guerra, soldati e morte. Roberto Vecchioni è salito sul palco dell’Arena di Verona con una tshirt bianca che ritraeva un Massimo Trosi, quasi in versione fumettistica, con la frase: “La poesia non è di chi la scrive ma di chi se ne serve“. Frase che ha immediatamente rimandato agli struggenti dialoghi de “Il Postino“, ultimo film di Massimo Troisi che narra dell’amicizia tra il postino Mario e il poesta Neruda. Proprio attraverso le poesie di Pablo Neruda, Mario riuscirà a conquistare il cuore della bella Beatrice. Immediato il paragone di Amadeus tra la citazione del film e e il mondo della musica: “Caro Roberto è così anche per le canzoni. Non sono più di chi le compone ma del pubblico che se ne impossessa“, ha ribadito il conduttore che si appresta a dirigere il suo terzo Festival di Sanremo consecutivo. Applausi dall’Arena e dai divani di casa per il tenerissimo ricordo di Massimo Trosi, il Pulcinella malinconico ancora nel cuore della gente