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«È stata una campagna elettorale lunga e difficile, senza esclusione di colpi, ora è il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare per il bene della città». Così Raffaele Aveta, candidato sindaco a Santa Maria Capua Vetere, commenta il risultato delle elezioni comunali che hanno visto la vittoria del sindaco uscente.

«Faccio i miei complimenti a Mirra – continua Aveta – per il successo personale e delle sue liste. Gli auguro buon lavoro, sperando che possa essere un lavoro migliore di quello del suo primo mandato. Da parte mia, come consigliere di opposizione, continuerò il mio impegno a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, per una città vivibile, “green” e innovativa, con la forza che mi deriva dalle quattromila preferenze riportate. Sui temi che hanno caratterizzato la mia campagna elettorale non farò sconti in consiglio comunale, ma sempre con lo spirito costruttivo di chi vuole solo ed esclusivamente il benessere dei sammaritani. Prendo atto, come dato meramente politico, che il voto disgiunto ha fortemente penalizzato il sindaco riconfermato che, pur riportando un notevole risultato personale, ha comunque registrato millecinquecento voti in meno delle sue fortissime liste: segno evidente di una insoddisfazione nei confronti del suo operato, della quale dovrebbe avere l’onestà intellettuale di prendere atto per far meglio in futuro».

«Desidero ringraziare – conclude Aveta – tutti coloro che mi sono stati accanto in questi mesi: candidati, volontari, amici, che hanno condiviso il nostro impegno per una Santa Maria Capua Vetere migliore. Ringrazio gli elettori che mi hanno premiato con consensi di gran lunga superiori a quelli riportati dalle mie cinque liste. È un dato che mi incoraggia a lavorare duro, anche se dai banchi dell’opposizione, per dar voce a quei sammaritani che non si sentono rappresentati da questa maggioranza. E lo farò insieme ai due consiglieri comunali eletti nelle mie liste, Danilo Talento e Italo Crisileo, che sono orgoglioso di avere al mio fianco come rappresentanti, non solo per la loro giovane età, di un nuovo modo di fare politica basato sui valori e non sugli interessi».