0 00 4 min 2 settimane 173
Il consigliere provinciale della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali: “I prezzi non sono crollati, oggi si può parlare di un vero e proprio boom del mercato delle abitazioni

Nel pieno della prima ondata Covid-19, e già si provava a fare i conti con le conseguenze economiche che la pandemia avrebbe determinato per i vari settori del Paese. Un lockdown che allora investì anche l’edilizia, con il timore che la crisi sanitaria comportasse un crollo dei prezzi nel settore immobiliare. Nel marzo del 2020, Giuseppe Morgillo, consigliere provinciale FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) in un’intervista a GiornaleNews assicurò che nulla di tutto ciò sarebbe accaduto.

Una previsione azzeccata, come lo stesso Morgillo può oggi raccontarci. “Venivamo da un trend molto positivo, ero solo dubbioso su un eventuale indebolimento della richiesta, che si sarebbe potuta verificare in caso in cui ci sarebbero stati licenziamenti“. 

Cosa la faceva essere così ottimista?

Allora, come oggi, le quotazioni non sono mai state così basse, e questo dato va a braccetto con i tassi dei mutui che sono davvero bassi. La coppia che fino a qualche anno fa optava di pagare una locazione mensile di 450 o 500 euro mensili, oggi sceglie per l’acquisto. Magari per una casa che abbia qualche requisito in meno, ma che con la stessa rata mensile per 20 o 25 anni di mutuo, consente di acquistare casa“.

Un trend positivo che continua: si può parlare di una vera ripresa?

Si può parlare di un vero e proprio boom del mercato delle abitazioni nel secondo trimestre dell’anno. Secondo i dati trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (OMI), da aprile a giugno 2021 sono aumentati del 73,4% gli acquisti di abitazioni. Mentre gli scambi nel comparto terziario-commerciale fanno registrare un +97,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Si è verificata una crescita nel volume di compravendita nel settore produttivo e agricolo. Allo stesso modo sono aumentati gli scambi di uffici e studi privati, o di negozi e laboratori. Risultato positivo anche per le compravendite di depositi commerciali, capannoni e industrie“.

Questo comporterà un aumento dei prezzi?

Occorre fare attenzione, perché parlare di ripresa non significherà che i prezzi lieviteranno. Gli agenti immobiliari hanno fatto tanto per dare veridicità al mercato immobiliare negli ultimi anni. Penso che un incremento ci possa essere, ma sarà veramente minimo. A mio avviso si potrà evidenziare tra 5-6 anni e non prima“.

Il coronavirus ha inciso sull’idea di casa delle persone?

Ormai è piuttosto chiaro: molte famiglie hanno compreso l’importanza della casa e hanno rivalutato le proprie esigenze durante il lockdown. Ad esempio sono stati rivalutati gli spazi esterni, infatti oggi gli immobili con spazi esterni di pertinenza sono molto ricercati. Ma anche avere solo una stanza in più oggi può fare la differenza per molte famiglie“.

Come giudica le misure del Governo, quelle prese e quelle che potrebbero essere adottate?

Accogliamo con favore il rafforzamento di misure di rilievo in tema di efficientamento energetico degli edifici, su tutti la proroga del Superbonus 110%. Ma siamo perplessi sull’annunciata riforma del Catasto, che non potrà che sfociare nell’ennesimo aumento della tassazione immobiliare. Il settore immobiliare è il motore trainante dell’attuale ripresa, mettere mano in questo momento alla fiscalità immobiliare ci pare inopportuno e fuori luogo. A mio avviso non si può pensare di tassare maggiormente la seconda casa. IMU e Irpef (nel caso l’immobile sia locato) in un anno possono bastare“.