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MADDALONI- Discarica da guiness dei primati. oltre venti metri di mobilio smontati, cassetti e tutto quanto entra nella categoria dei rifiuti ingombranti. Il salone del mobile rotto si è aperto in via Feudo; divani, cassapanche, cassetti, infissi, vetrine, vetri, sacchetti di plastica neri. Oltre 20 metri di discarica a cielo aperto. E’ tornata la Maddaloni che ci piace. Quella che non piange ma fotte alla grande. Dove eravamo rimasti? Si, eravamo rimasti al divano abbandonato in via Pardo. Il deposito dello “scasamento” si è spostato da via Bixio, uno dei luoghi (insieme a via Lima, Via Pioppolungo, via Pardo) nella periferia orientale. Anche perchè è quello il luogo più comodo e di facile accesso. E poi non ci sono le telecamere. Continua la storia taciuta di un territorio vittima di se stesso. E l’altra faccia del vittimismo (rispolverato giustamente per esternare la propria indignazione) si chiama omertà: nessuno ha visto; nessuno denuncia; nessuna rileva. Il problemino tradotto in numeri significa ben oltre 100 mila euro all’anno di costi aggiuntivi sostenuti dalla collettività. Maddaloni, strano ma vero, conferisce una quantità di mobilio dismesso ed elettrodomestici esausti pari a quello di Caserta pur avendo la metà dei residenti. Una strana storia di abbandono, trasporto abusivo e illegalità. Tutto questo si scarica sulla Tari sostenuta solo da un esiguo 52 per cento di utenti. E gli altri 48 per cento, quelli che non fanno la raccolta differenziata e quelli che non pagano, che dicono? Tutto bene?