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MADDALONI- C’è la svolta. Solo il comune può garantire un futuro possibile allo storico teatro Alambra, oggi chiuso e con oltre 114 anni di vita alle spalle. In concreto, può diventare un teatro comunale. Non sono chiacchiere e non è un’ipotesi ma un percorso amministrativo concreto. Diversamente, la struttura di corso I Ottobre non avrà più un futuro.

Sindaco De Filippo avete deciso di passare all’acquisizione?

Per la giunta è una cosa da fare. Ma per salvare quello che resta della vasta sala, dei camerini e del palcoscenico (calcato da star di prima grandezza da Totò a Gabriele Lavia), come in tutte le acquisizioni al patrimonio comunale, toccherà al Consiglio Comunale approvare l’acquisizione.

Una volta che il civico consesso avrà detto di si, cosa succede?

Toccherà ad una commissione tecnica decidere quale dei progetti di riqualificazione e quale deve essere il percorso ndi acquisizione e riutilizzo da scegliere.

Facciamo un passo indietro. L’Alambra è destinato a rimanere un teatro?

Non ci sono alternative. La Regione ha documentato, a chiare lettere, che la  grande distribuzione non può insediarsi su corso I Ottobre «per assenza di parcheggi autonomi e strutture o piattaforme per la sosta a norma, organizzate e autorizzate». Non è solo una questione di posti auto ma di spazi idonei. Per ogni mille metri cubi destinati ad attività commerciali urgono 1500 metri quadrati di parcheggio che a Maddaloni sia su corso  Ottobre e sia sull’ex piazza della Pace non ci sono.

Torniamo ad oggi, cosa si prospetta per l’Alambra?

Sarà la commissione consiliare a fare chiarezza e definire il percorso. Fino ad oggi, ma stiamo parlando di pure valutazioni di massima, ci sono state due correnti di pensiero: quello dell’esproprio parziale dello stabile o quello dell’acquisito totale dello stabile per pubblica utilità. La sciamo lavorare il Consiglio Comunale e una soluzione percorribile si troverà.