0 00 4 min 1 mese 294

di Antonio Del Monaco* Ribadiamolo: senza il RdC, così tanto contrastato dalla destra e Italia Viva, durante i mesi più duri della pandemia, sarebbe esplosa la tensione sociale, considerando il tasso di povertà nel nostro Paese. Apportare correzioni a questa misura per renderla più efficace ed efficiente è un discorso sensato a cui noi del Movimento 5 Stelle non abbiamo mai obiettato. Giocare però sulla pelle di tante famiglie e tanti cittadini in difficoltà per ragioni ideologiche ed elettorali è tutt’altra cosa. Siamo stati i primi a investire nel rafforzamento dei Centri per l’impiego (CPI) e delle politiche attive del lavoro, con un piano straordinario che le Regioni stanno portando avanti a rilento non permettendo alla riforma di andare pienamente a regime. Per anni in questo Paese i CPI sono stati lasciati allo sbando, alcuni erano addirittura privi della connessione a Internet. Quelli che oggi attaccano il Reddito sono gli stessi che quando erano al governo non hanno mosso un dito per migliorare questa situazione, per cui farebbero meglio a recitare un “mea culpa”.
Il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, con un miliardo in più stanziato dal Governo, sconfessa mesi e mesi di becera propaganda contro questa misura di protezione sociale.

Non solo RdC.
Con il Governo Conte II è iniziato un percorso di taglio dell’Irpef che deve necessariamente proseguire anche con la Manovra 2022. L’intervento messo in campo lo scorso anno ha portato fino a 100 euro al mese in più nelle buste paga di 16 milioni di lavoratori: la strada tracciata è quella giusta e dobbiamo continuare a percorrerla. Per il Movimento 5 Stelle è assolutamente necessario che anche adesso vi sia uno stanziamento corposo per ridurre ulteriormente il cuneo fiscale, aiutando imprese e lavoratori nella fase di ripartenza dopo la pandemia.
Siamo soddisfatti anche dello stanziamento da 6 miliardi sulla sanità pubblica fino al 2024, in scia con l’inversione di rotta attuata dal M5s dopo decenni di tagli che hanno falcidiato l’intero sistema pubblico nazionale.

In merito al Superbonus, invece, siamo più che soddisfatti dei dati sul settore delle costruzioni diffusi oggi dall’Istat, ennesima conferma dell’enorme contributo che il Superbonus 110% ha dato a un comparto fondamentale per la ripresa della nostra economia.
Per questo il Governo non può depotenziarlo proprio adesso limitando la proroga a fine 2023 soltanto ai condomini: chiediamo infatti a gran voce che la versione definitiva della legge di Bilancio non escluda dalla proroga della nostra maxi-agevolazione gli edifici unifamiliari e plurifamiliari né quelli funzionalmente indipendenti.
Non si tratterebbe solo di far venir meno una formidabile spinta all’economia e all’occupazione, soprattutto nei centri più periferici e nelle aree interne del Paese, dove i condomini sono pochissimi, ma anche di depotenziare uno strumento che contribuisce con grande efficacia alla decarbonizzazione e alla riduzione delle bollette energetiche attraverso l’efficientamento degli edifici.

Continuiamo dunque a lavorare senza sosta per accompagnare la ripartenza del nostro Paese.

*Deputato del Movimento Cinque Stelle