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MADDALONI- Colacem che fare? L’on. Antonio Del Monaco irrompe e apre il dibattito che nessuno vuole affrontare. Domani, c’è la proclamazione dello stato di crisi aziendale. Il silenzio è un lusso che il territorio non può più permettersi.

Oltre ad esprimere la solidarietà, che è il “minimo sindacale” nei confronti dei gli operai, sarò vicino ai lavoratori loro. Voglio incontrali e confrontarmi con loro quando le forze me lo consentiranno.

Ma potrebbe non bastare?

Infatti, voglio andare molto oltre. E’ necessario avviare un confronto serio e trasparente sulla strategia in atto per la tutela del lavoro. Il silenzio non è ammissibile perché il lavoro non è un optional ma è un diritto sacrosanto. Guai a non parlare di lavoro. Guai a non parlare di un bisogno primario. Non si può parlare di altro, se prima non si dà valore al lavoro. Pertanto, oltra alla vicinanza mi rendo disponibile ad avviare iniziative, in cooperazione con i lavoratori, affinché si possano mettere in campo iniziative operative che possano essere utili.

Passiamo alla fase operativa, che fare?

Due sono i discorsi da fare in parallelo e in contemporanea: quello della tutela degli operai; l’altro è definire l’esatto scenario che deve portare alla ricomposizione ambientale. Sebbene la tutela occupazionale venga prima, subito dopo bisogna decidere cosa fare del sito.

Parliamo del sito…

Lo scenario è il recupero. Colacem, sia chiaro, non può chiudere e se ne va. Posto questo principio o lanciato questo slogan, va rilevata nel dettaglio la situazione. Lo slogan vero è “Chi sporca deve pulire”.

In pratica, cosa intende proporre?

Deve essere definita per intero la situazione ambientale attuale e tutto quanto è necessario per passare alla riqualificazione . Pertanto, sono disposto a parlare con l’amministrazione delegato e con chiunque sia chiamato a prendere decisioni in merito. Mi schiero intanto con i lavoratori ma ripeto: nulla deve essere lasciato di intentato.

E’ più facile trovare soluzioni e garanzie occupazionali che passare alla riqualificazione del sito…

Proprio per questo, ogni aspetto deve essere monitorato. Lo scenario ambientale attuale va caratterizzato. La solidarietà piena ai lavoratori non può poi trasformarsi in un generico “Bla bla bla” o in dichiarazioni indeterminate sul tema decisivo della ricomposizione ambientale.

E’ una chiamata alla mobilitazione istituzionale, visto che non c’è voglia di confrontarsi su questi argomenti?

Non mi intessano le medagliette ma il risultato. Io ci sono, non per fare liturgie solidaristiche ma per trovare soluzioni occupazionali e soprattutto tracciare percorsi chiari e trasparenti sul futuro di un pezzo non trascurabile del territorio.