0 00 3 min 3 giorni 778

Si tratta di appartamento su corso I Ottobre, via Roma, via Santa Margherita con box e posto auto

MADDALONI- Seconda conferenza dell’Agenzia dei beni confiscati (Anbsc) per l’acquisizione di ben sei nuovi immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di quattro appartamenti di pregio ubicati su corso I Ottobre, via Roma, via Santa Margherita e corredati di box e posto auto. Il valore complessivo è di quasi un milione mezzo di euro. Si sommano a quelli già messi a bando lo scorso anno, per un valore di almeno 900 mila euro, consistenti in cinque locali ampi, ubicati in via Napoli, e tre sul centralissimo Corso I Ottobre (aventi tipologia negozio-bottega). Questa volta, il comune di Maddaloni ma anche tutti i sindaci coinvolti hanno risposti all’appello. Sull’urgenza di restituire al  territorio gli immobili confiscati registriamo l’impegno e la soddisfazione dell’on. Antonio Del Monaco.

Sui ben confiscati si registra sempre un clima di mobilitazione. E’ soddisfatto?

In questo campo il fattore tempo è decisivo. Vanno centrati due obiettivi strategici: valorizzare i beni confiscati, per permettere alla comunità colpita dal fenomeno mafioso di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente, e impedire soprattutto che il patrimonio possa andare in malora.

C’è stata la risposta che si attendeva?

Sono contento che diversi sindaci hanno aderito alla convenzione per recepire i beni confiscati. E tra questi c’è anche il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo.

E’ solo l’inizio?

Certamente, è solo l’inizio. Continuo ad essere in contatto con l’agenzia con il manifesto obiettivo di essere il fiato sul collo affinché gli amministratori locali non rinuncino ai beni confiscati.

C’è un problema di cosa farne…

Questi beni immobiliari devono essere presi per essere trasformati: le strutture create dall’illegalità diventino siti della legalità restaurata. Poi sull’uso si potrà discutere.

Che uso se ne può fare?

Uno di tipo amministrativo per i bisogni e i servizi erogati dagli enti locali. L’altro è a sostegno del terzo settore. Ci sono molte associazioni che sono costrette a pagare affitti. Queste risorse potrebbero essere uno sgravio per tali realtà. Proprio per questo, continuerò ad esser il fiato sul collo affinché i sindaci non rifiutino i beni confiscati. Questi vanno assorbiti per farne una grande risorsa di legalità.