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MADDALONI- Il 2022 porterà nove mesi di cassa integrazione per i 45 dipendenti della Colacem, ai quali già è stata recapitata la lettera di licenziamento per «cessata attività». Da gennaio, sarà progressivamente smantellato il «centro di macinazione» ovvero l’ultimo segmento superstite della produzione di cemento, a tre anni dallo spegnimento dell’altoforno e la successiva fine dell’attività estrattiva. Lo stabilimento di Maddaloni funzionerà come semplice punto vendita con almeno cinque addetti. Aperto il tavolo tecnico in Regione, non ci sono ancora date certe e scadenze vincolanti del «Piano sociale 2.0» ovvero la redazione, aggiornata e corretta, di un nuovo piano incentivato per il trasferimento, volontario e incentivato, del personale verso altri stabilimenti del gruppo presenti sul territorio nazionale. Strumento che ha permesso di ricollocare 45 dipendenti su 90 unità in servizio due anni fa. L’attesa è che le proposte della Fillea-Cgil e Filca-Cisl vengano accettate e messe in pratica dalla Colacem. Si tratta di una richiesta più bonus e incentivi che possano accompagnare il personale della fascia 55-62 anni alla maturazione di solidi ammortizzatori sociali o una condizione pensionistica. In parallelo, si punta agli incentivi per quanti scelgono il licenziamento volontario. Piace poco la ricollocazione professionale tramite agenzia. Si tratta di un percorso di «outplacement occupazionale», del personale in esubero attraverso i servizi garantiti dall’ «Agenzia Intoo», specializzata nel reinserimento nel mondo del lavoro.