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SAN FELICE A CANCELLO – Il tempo di essere pubblicato e l’elenco dei progetti relativi ai fondi per la Rigenerazione Urbana ha fatto subito rumore. “L’anno nuovo si apre con una bellissima notizia – annunciava nell’immediato e con entusiasmo il sindaco Giovanni Ferrara-: il Comune di San Felice a Cancello è vincitore di tre finanziamenti per la rigenerazione urbana, con un totale di fondi pari a 1.300.000 euro”. La cifra scritta con tanti zeri ha sicuramente dato più enfasi alla notizia del primo finanziamento cospicuo dopo tanti anni di dissesto finanziario, riempiti di incapacità finanche alla presentazione dei progetti, come successo precedentemente sui fondi destinati all’edilizia scolastica.

Tre i progetti approvati, che seppur non specificati dovrebbero essere i seguenti: € 350.000 per spazi di aggregazione sociale nella frazione Polvica; € 450.000 per interventi di arredo urbano, verde pubblico e pubblica amministrazione nella Frazione Talanico; € 500.000 per pari opere nelle frazioni Botteghino, Ponti Rossi e San Marco Trotti.

Non menzionato, ma ha fatto subito altrettanto rumore, il progetto principale su cui in realtà si puntava, non ammesso con la motivazione “Inadempiente indicatore (target PNRR), comunicato Ministero dell’Interno del 25/05/2021”. Un progetto di 3 milioni di euro, a firma dei tecnici comunali responsabili di lavori pubblici ed urbanistica Vincenzo Piscitelli e Francesco Perretta, indirizzato verso mobilità sostenibile, percorsi storici e smartcities che avrebbe interessato in particolare il recupero di piazza Giovanni XXIII e del centro di San Felice, nonché la creazione di percorsi ciclabili e pedonali lungo tutto il territorio cittadino.

Glissa, ovviamente, il Sindaco; la cifra accordata di 1,3 milioni è sicuramente importante, ma poca cosa rispetto ai 5 milioni di euro a disposizione dei comuni con popolazione compresa tra i 15 mila e i 50 mila abitanti. E c’è ancora qualcosa che non torna.

La presentazione dei progetti per partecipare al bando relativo alla rigenerazione urbana scadeva lo scorso 4 giugno; solo il giorno prima la giunta comunale approvava lo studio di fattibilità relativo ai progetti presentati, demandando ai tecnici comunali gli atti necessari e le successive fasi di progettazione, avvenute entro le ore 23.59 del giorno successivo, come da avviso. Un tour de force di 24 ore, da ricondurre alla non facile situazione politica e amministrativa dell’epoca: il bilancio comunale da approvare, in assenza per malattia del funzionario contabile; il gruppo di Italia Viva che iniziava a scalpitare; l’assessore ai lavori pubblici dell’epoca Clemente De Lucia, che ha seguito in prima persona gli altri bandi di rigenerazione urbana, era assente alle riunioni di giunta dell’epoca, finanche a quelle che poi hanno approvato detti progetti. In realtà la corsa contro il tempo iniziava il precedente 27 maggio, quando fu sottoscritto uno scarno documento, un semplice elenco, con cui venivano spacchettati i 5 milioni a disposizione per il bando, anche perché l’unico progetto pronto era quello relativo alla piazza di San Felice e alla pista ciclabile, che Enzo Piscitelli e il convenzionato ingegner Perretta avevano redatto quasi 10 anni prima e che comunque bisognava adattare al bando, pena l’esclusione che poi è arrivata comunque. I restanti 2 milioni dovevano servire a far trovare la quadra politica ai gruppi della maggioranza che si andava sfilacciando per avere visibilità sul territorio. E allora l’elenco è venuto giù facile: “Talanico, 450.000; Polvica, 350.000; Botteghino, 200.000; San Marco, 200.000; Ponti Rossi 100.000, Cancello 600.000”. Ed ecco il progetto fantasma: che fine ha fatto il progetto di Cancello Scalo? Non risulta né tra gli ammessi, nell’elenco che comprendeva gli esclusi; eppure lo stesso 3 giugno 2021 la giunta municipale approvava la delibera n. 80 relativo allo studio di fattibilità per 600.000 euro teso alla “rigenerazione urbana di spazi di aggregazione sociale in frazione Cancello Scalo”; in ordine, la seconda delibera dopo la 79 (il progetto di 3 milioni per San Felice centro) e prima della 81 (Botteghino/San Marco/Ponti Rossi raggruppati in un unico progetto), della 82 (Polvica) e della 83 (Talanico). Era il progetto su cui lo stesso Clemente De Lucia puntava molto, ma che nella popolosa frazione aveva già riscontrato critiche con addirittura una raccolta di firme avviata contro il paventato pericolo di trasformare piazza Castra Marcelli in un megaparcheggio. C’è la delibera con la proposta (che nulla ha a che vedere con la rimozione della piazza in favore del parcheggio), ma non c’è traccia nell’elenco dei progetti presentati nei termini previsti, siano essi stati ammessi o meno al finanziamento.

Per questo dall’Ente Comunale, in particolare dall’ufficio tecnico, si è fatta necessaria la richiesta di informazioni a mezzo pec indirizzata al Ministero, per capire cosa è successo in fase di approvazione dell’elenco che poi ha determinato l’individuazione e la destinazione dei finanziamenti. Resta, quindi, da capire qualora si tratti di un errore ministeriale, se poi ci saranno fondi a sufficienza per vederselo finanziato.