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MADDALONI- Mi organizzo, dunque sono. Nella politica maddalonese vige la regola del tre: tre sono i triumviri che stanno traghettando il Pd nel cammino accidentato verso congresso cittadino. Tre sono i consiglieri comunali (Aniello Amoroso, Gaetana Crisci e Alessandra Vigliotti) che hanno scosso gli assetti dei gruppi consiliari dando vita alla compagine di Fratelli d’Italia. E tre sono, o sarebbero, pure i coordinatori di «Maddaloni nel Cuore». La forza di maggioranza relativa, figlia unigenita del sindaco Andrea De Filippo, dopo anni di pausa, si struttura: sarà guidata da un coordinamento allargato, formato da Antonio Ferraro, Nunzia Feola e Giovanni Bruno. Generata e non creata dalla stessa sostanza del padre politico, «Maddaloni nel Cuore» si rimette in moto in vista delle amministrative e delle politiche del 2023. Facendo una facile interpretazione delle parole e dei ragionamenti di De Filippo, che resta l’Imperatore della maggioranza arcobaleno e il leader unico di Maddaloni nel Cuore, il movimento non perde la sua vocazione originaria che sarebbe la convergenza programmatica, tra movimenti civici e partiti, quella di animare un nuovo spazio politico, laico e trasversale, fare da catalizzatore per il rilancio della città. Ma secondo la recente “ermeneutica politica del verbo di De Filippo” l’ecclettismo politico sta per lasciare il posto ad un percorso orientato verso la costruzione di un grande centro o casa dei moderati. Che poi, alla fine, è la collocazione naturale di chi nutre ambizioni maggioritarie e, allo stesso tempo, vuole dialogare con l’associazionismo, Italia Viva nonché il vasto arcipelago dei movimenti politici e liste civiche. Già pronti i capisaldi della discussione politica: il riassetto dei tributi locali (quello fatto e quello che deve ancora arrivare), riorganizzazione del servizio di riscossione nonché della macchina comunale, nonché approvazione del Puc con annesse infrastrutture, servizi e «insediamenti produttivi veramente utili al territorio». Atti concepiti negli ultimi tre anni ma che vedranno la pina luce e lo sviluppo completo proprio a partire dal 2022. Infine, una nota di colore: si riparte dai 3 tre. Una sorta di tressette maddalonese nell’attesa di sapere chi potrà calare la “napoletana a denari” per la prossima campagna elettorale, chi avrà bastoni e spade per rompere gli equilibri e riorganizzare la coalizioni. Anche se molti aspirano all’asso di coppe, cioè alla candidatura a sindaco. Ma nel tressette, come nella vita e nella politica prima bisogna dare le carte, poi giocare la partita e poi arrivare alla conta finale. L’inverso non vale: chi parte dal sindaco per poi dare le carte è destinato a perdere. La storia degli ultimi quindici anni lo insegna.

Assemblea elettorale maggio 2018