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Come dice Marino Bartoletti, non c’è bisogno di avere il nome a caratteri cubitali in locandina per entrare nel cuore della gente. Dichiarazione che si sposa perfettamente con Camillo Milli, attore di spessore, morto a Milano a 92 anni. Protagonista del teatro d’autore e del cinema impegnato, ha legato il suo volto ai successi di “cassetta”, le commedie cinematografiche degli anni ’80 ancora oggi oggetto di culto. Una su tutte: “L’Allenatore nel Pallone“, pellicola del 1984, diretta da Sergio Martino, che narra le vicende di Oronzo Canà folkoloristico allenatore di calcio alla guida delle deleritta Longobarda appena promossa nella Serie A di un decennio irripetibile dove ogni domenica (in rigorosa contemporaneità) scendeva in campo i vari Rumenigge, Falcao, Platini, Maradona, Zico, Socrates e tante altre stelle che affollavano il nostro campionato. Camillo Milli è stato il mitico commendatore Borlotti, presidente della Longobarda che assume Oronzo Canà/Lino Banfi, per retrocedere immeditamente in Serie B e scrollarsi di dosso gli alti costi di gestione. Tutto questo senza aver fatto i conti con la grinta mai doma dell’allenatore e con la classe di Aristoles, il gioiello venuto dal Brasile.

Da quel 1984, Camillo Milli si è conquistato l’immortalità con quel personaggio amato e ricordato da tre generazioni. Intere pagine social, dedicate alla commedia all’italiana, piangono l’indimenticato Presidente della Longobarda. Una valanga di messaggi e ricordi ha saluto, in rete, la scomparsa dell’attore milanese. Tra le scene più gettonate quella di Milli e Banfi al calciomercato (DA RIVEDERE QUI SOPRA) ed ovviamente la scena che chiude il film (“Canà lei è un disoccupato lo sa?“). Camillo Milli ha iniziato la sua lunghissima carriera a teatro sotto la direzione di Giorgio Strehler. Debuttò al Piccolo teatro di Milano nel 1951, rimanendo attivo nei due anni successivi. Ha ricoperto spesso ruoli di prelati, come ne Il marchese del Grillo di Monicelli o In Nome del Papa Re di Luigi Magni. Ha lavorato con Lino Banfi e Paolo Villaggio. Era noto anche al pubblico televisivo per aver recitato in fiction come CentroVetrine e Un Medico in famiglia 9. Con il cinico ruolo del Presidente della Longobarda si è conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico e a riciordarlo sono state anche tante squadre di calcio sui loro account ufficiali