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Una passione e una storia lunga un secolo. Maddaloni celebra cento anni di ciclismo e sicuramente non si può parlare di una semplice operazione nostalgia né del classico anniversario da festeggiare in occasione della cifra “tonda”. Un secolo di ciclismo a Maddaloni è davvero tanta roba, un’autentica esagerazione di fatti, personaggi, eventi, giornate indimenticabili, grandi campioni, piccoli esordienti, amatori, classicissime del ciclismo internazionale e kermesse giovanili che, tra le strade e gli storici basolati della città, hanno trovato una ideale e longeva cornice. I primi cento anni che hanno animato il vivacissimo rapporto tra le due ruote e la città di Maddaloni sono raccontati nel libro “Dal Giro dei Tre Mari al Giro Rosa”, che porta la firma di Amedeo Marzaioli ed Angelo Letizia che “sul campo” e con tantissimi incarichi, hanno vissuto una buona parte di questo secolo maddalonese di ciclismo. Quando, per motivi anagrafici, non sono stati presenti sulle strade hanno attinto da ricordi e ritagli dei loro familiari, da storicamente legati al mondo del ciclismo. Amedeo Marzaioli ed Angelo Letizia presenteranno il loro libro sabato 12 marzo nel Sala “Settembrini” del Convitto Nazionale “G. Bruno” (Via San Francesco d’Assisi 119 a Maddaloni), a partire dalle ore 17.00 in un evento dove non mancheranno sorprese, mille intrecci con il passato e uno sguardo già proiettato al futuro. Preziosissima la presenza del prof. Gian Paolo Porreca, giornalista, scrittore e memoria storica della due ruote. Presenti al tavolo anche Rocco Gervasio, Rettore del Convitto, Andrea De Filippo, sindaco di Maddaloni, Gianfranco Coppola, Presidente Nazionale USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana), Michele De Simone (Fiduciario Provinciale del CONI) e Giuseppe Cutolo (Presidente Regionale della FederCiclismo).

La copertina del libro di Amedeo Marzaioli ed Angelo Letizia

Di grande emozione sarà il video messaggio esclusivo che Carmine Castellano, storico Direttore del Giro d’Italia, invierà ai due autori e alla platea presente. Non poteva essere altrimenti visto il profondo legame che lega l’avvocato Castellano a Maddaloni. Autentici baluardi del ciclismo, stimati ed apprezzati a livello nazionale, Amedeo Marzaioli ed Angelo Letizia, si dividono tra parte la organizzativa e quella tecnica, tra disquisizioni burocratiche e logistiche, mansioni federali e di corsa, rappresentando da sempre una garanzia per il mondo delle due ruote. Hanno calcato i circuiti e i percorsi più prestigiosi ma, il pallino comune è sempre stato quello di regalare meravigliose giornate di sport alla loro città natale, riuscendoci in numerose occasioni che hanno rappresentato, per i grandi campioni delle due ruote, momenti legati a grandi vittorie oppure a cocenti sconfitte. Maddaloni, infatti, è stata spesso teatro di tappe epiche. Indimenticabile la cronometro Capua-Maddaloni del 1985 al Giro d’Italia con il francese Bernard Hinault che beffa Francesco Moser e conquista quella maglia rosa che non lascerà più. Nei ricordi anche la Latina-Maddaloni della Tirreno-Adriatico del 2004 quando Alessandro Petacchi, in una gara all’ultimo centimetro beffa il favorito Mario Cipollini. Tra le vie della città, negli ultimi cento anni, è stato declinato tutto il meglio del ciclismo: Binda, Girardengo, Coppi, Saronni, Rominger, Pantani, Fondriest e tantissimi altri senza dimenticare la mitica San Pellegrino di Gino Bartali che va in ritiro nel “Villaggio dei Ragazzi” di Don Salvatore D’Angelo che dopo qualche decennio diventerà il quartier generale di momenti scolpiti nella memoria e soprattutto nella storia del ciclismo.

Maggio 1985: la carovana del Giro d’Italia esce dal Villaggio dei Ragazzi

Proprio Don Salvatore rappresenterà l’esempio più importante di sagacia e perseveranza nel raggiungere traguardi organizzativi apparentemente impossibili. Cento anni che hanno unito ogni singolo tassello appartenente al mondo delle due ruote: società giovanili e ciclismo femminile, ciclocross e “bicipasseggiate” legate a momenti di solidarietà. Il secolo di ciclismo vissuto in città, però, non può che essere legato a doppio filo alla figura di Alberto Marzaioli, il campionissimo locale che teneva centinaia di sportivi incollati alle radioline durante i suoi tre Giri d’Italia e gli svariati tour in giro per l’Europa. Sul finire degli anni Cinquanta, Alberto Marzaioli ha rappresentato il vero enorme bagno di popolarità per Maddaloni e i maddalonesi. Esempio di forza e tenacia sulla bicicletta, è stato un grande campione anche nella vita.  Cento anni di ciclismo a Maddaloni sono un romanticissimo album di figurine dove troviamo i volti di chi ha lasciato un segno indelebile: ciclisti, allenatori, massaggiatori, dirigenti, tifosi, appassionati e soprattutto tanti uomini, forse senza una carica specifica, ma capaci di essere passionalmente travolgenti.

Don Salvatore D’Angelo, Gino Bartali e la squadra della San Pellegrino nel Villaggio dei Ragazzi

Amedeo Marzaioli ed Angelo Letizia, attraverso il libro che sarà presentato il 12 marzo al “Convitto”, raccontano la luccicante fotografia di una simbiosi tra un popolo e uno sport, tra una città e una passione capace di risvegliare periodicamente gli entusiasmi di una piccola comunità della provincia di Caserta che, nonostante non facesse parte del ben più famoso quadrilatero Lombardia-Veneto-Emilia Romagna-Toscana, ha saputo scrivere pagine importanti e di primissimo ordine. Il secolo di ciclismo maddalonese, però, non deve essere associato solo a quei momenti consegnati alla storia ma, anche alla viscerale passione amatoriale e giovanile che ha permesso di avere sempre un ricambio generazionale adeguato e di non perdere mai il contatto con i valori di uno sport nobile da sempre sinonimo di sacrificio e di lotta contro lancette da fermare e montagne da scalare. Sotto il profilo della continuità, per la città di Maddaloni i prossimi anni dovrebbero essere ancora fonte di soddisfazione con il talento di Ivan Toselli, neo Campione d’Italia Allievi e promessa delle due ruote.

Il futuro del ciclismo a Maddaloni: Ivan Toselli, 16 anni, Campione d’Italia Allievi

Durante la serata tre premiazioni speciali per tre maddalonesi che hanno sempre sostenuto le iniziative ciclistiche maddalonesi: il grande giornalista Franco Tontoli, decano della carta stampata, Michele De Simone, punto di riferimento provinciale del CONI, Vincenzo Di Nuzzo, storico direttore del settimanale “Sabato non solo Sport”, da oltre trent’anni immancabile appuntamento e voce voce libera dello spot casertano. Un secolo di ciclismo a Maddaloni è anche il ricordo di tre maddalonesi che ci hanno lasciato troppo presto: Geppino Vigliotta, indimenticato massaggiatore che ha curato i muscoli di grandi campioni conquistandosi un posto nel cuore di tutti loro, Lello Nuzzo, videomaker che con l’occhio della sua telecamera di raccontato tanti momenti di ciclismo tra le strade della città ed Alberto Marzaioli, giornalista che non poteva non avere nel DNA la più importante delle passioni di famiglia. Nei primi cento anni di ciclismo a Maddaloni c’è sicuramente un posto anche per loro.