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Il cinema e la televisione piangono, nel giorno di Pasqua, il simbolo indiscusso dell’eleganza e della femminilità. A 77 anni è scomparsa Catherine Spaak, attrice belga ma italianissima di fatto che, proprio nel nostro paese, aveva trovato successo, consensi e soprattutto l’amore sterminato del pubblico. Troppo facile pensare agli sguardi sempre generosi di quello maschile, Catherine Spaak ha saputo conquistarsi con merito l’affetto e il seguito anche di quello femminile che mai ha visto in lei una rivale. Il suo precoce debutto cinematografico (a 14 anni nel film “Il buco”) la aveva portata ad essere la prima smaliziata lolita del grande schermo, ruolo che cavalcherà con ironica leggerezza nell’epoca d’ora della commedia all’italiana, quella degli anni Sessanta che la vede diretta da Alberto Lattuada, Dino Risi, Luciano Salce, Florestano Vancini, Damiano Damiani, Luigi Comencini e Nanny Loy.

Catherine Spaak diventa il sogno proibito degli italiani grazie alle interpretazioni in pellicole come “La Voglia Matta” al fianco di Ugo Tognazzi, “Diciottenni al sole”, “Adulterio all’italiana” con Nino Manfredi e l’incontro memorabile con Vittorio Gassman ne “L’Armata Brancaleone” ma soprattutto ne “Il Sorpasso”, film simbolo di un’Italia ubriacata dal boom economico. Ne “Il Sorpasso”, la Spaak interpreta Lilly, figlia ribelle ma amorevole dello scapestrato protagonista, Bruno Cortona. Vita sentimentale molto tumultuosa (4 mariti e due figli), rispettabile famiglia borghese di cui lei ha rappresentato senza dubbio l’anima irrequieta. In una vita sempre in copertina per bellezza e bravura, non manca la carriera musicale con la Ricordi che pubblica i primi 45 giri giovanilistici (“Quelli della mia età”,Noi siamo i giovani) che diventano hit grazie anche ai sabati sera televisivi in cui Catherine è ospite, mentre nel 1964 vince la targa ai David di Donatello e in tutto pubblica 7 album.  

Gli anni Settanta sono ancora prolifici al fianco di grandi registi, una sempre fiorente vita cinematografica e con la ciliegina del ruolo di Gabriella nel 1976 nel super cult “Febbre da Cavallo”, dove interpreta la fidanzata, proprietaria di un bar, di Gigi Proietti, perennemente alle prese con le bugie e le fallimentari scommesse di Mandrake. La mitologica tris, Soldatino-King-D’Artagnan, nasce proprio da una sua intuizione e diventerà uno dei tanti tormentoni del film, mai ingialliti dal tempo. Nel 2002, confessò pubblicamente il suo dispiacere per non essere stata chiamata nel sequel del film, “La Mandrakata”, diretto da Carlo Vanzina. Firma di prestigiose testate giornalistiche dove pubblica servizi sullo spettacolo e sul cinema, è entrata con garbo e stile nelle case degli italiani con programmi che hanno conquistato un posto nella storia del piccolo schermo: dalle prime edizioni di “Forum”, alle quindici consecutivi del pluripremiato “Harem”, programma dedicato al mondo femminile. La sua ultima esperienza tv è su  La7 in “Il sogno dell’angelo”, sul tema della spiritualità ma nel 2007 partecipa a “Ballando con le stelle” e nel 2015 cede alla “Isola dei Famosi”. Nel 2020 aveva raccontato i suoi forti problemi di salute a seguito di una emorragia celebrare. Un lutto che sin dal primo momento ha colpito il mondo social: tanti i messaggi che si moltiplicano in rete nel ricordo di una grande donna, meravigliosa e mai volgare.  

Catherine Spaak al tempo del grande successo televisivo di “Harem”