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Niente accesso in Curva B nel giorno dell’addio di Insigne, il giovane tifoso originario di Maddaloni torna a casa in lacrime: i motivi di sicurezza dietro la decisione di non farlo entrare

C’erano circa 50 mila persone allo Stadio Diego Armando Maradona per l’ultima gara interna del campionato del Napoli. Ma soprattutto, per salutare Lorenzo Insigne, prossimo a dire addio a quella maglia azzurra indossata per 10 anni e al popolo partenopeo, prima di trasferirsi a Toronto. La festa, in campo – per il 3-0 rifilato al Genoa – e sugli spalti, è però macchiata da un episodio spiacevole che ha coinvolto un ragazzo di Caserta. In possesso di un biglietto per accedere in Curva B inferiore, al tifoso del Napoli diversamente abile è stato negato l’accesso dalle forze dell’ordine e dagli steward.

A denunciarlo è stata la mamma del ragazzo, tramite i social, divenendo così virale. “Oggi 15 maggio, all’addio di Lorenzo Insigne. Mio figlio Vito diversamente abile, accompagnato dal fratello dopo aver comprato il biglietto, viene rifiutato all’ingresso dello stadio dalle forze dell’ordine e dai responsabili dell’ingresso“. Il fratello si offre di portarlo in braccio, ma le cose non cambiano. “Lo fanno aspettare, lo prendono in giro, lo fanno attendere fino a dire che non c’è posto. Il ritorno a casa di Vito è in lacrime“. Poi l’appello al presidente del Napoli: “Vorrei dire a De Laurentiis di dare spazio ai nostri ragazzi senza fare barriere. Vorrei che mi aiutaste a sconfiggere queste barriere e fare sì che i nostri ragazzi siano liberi, fate arrivare alla SSC Napoli questo messaggio. Grazie“.

IL PRECEDENTE

Non è la prima volta che accade un episodio del genere. Lo scorso gennaio, in occasione del match di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, fu negato l’accesso al settore Distinti a Gennaro Imperatore, conosciuto psicologo, psicoterapeuta e consulente del Tribunale di Napoli. Il motivo? Dopo la frattura del femore camminava con l’aiuto di una stampella. Irremovibile lo steward, che ne impedì l’ingresso per motivi di sicurezza. Solo l’intervento delle forze dell’ordine convinse gli steward a farlo entrare. Ma a patto di lasciare all’esterno la stampella ed essere preso in braccio per fare le scale.

Quanto accaduto è una vicenda umanamente spiacevole, sia per le difficoltà a cui può andare incontro una persona disabile – in particolare giovane – sia per l’epilogo, il ritorno a casa in lacrime. Inoltre la negata partecipazione ad un giorno di festa, di tifo dal vivo per la propria squadra del cuore, di esultanza per una vittoria. Andrebbe anche accertata la presa in giro del tifoso disabile, con le conseguenti sanzioni da comminare nei confronti dell’eventuale comportamento osceno.

Per dovere di cronaca, va tuttavia sottolineato come la SSC Napoli dispone di un regolamento di accesso per i diversamente abili, che hanno dei posti riservati all’interno del “Maradona”, settore Tribuna. Possibile dunque che questo sia il motivo che ha indotto il mancato ingresso, oltre a quello relativo alla sicurezza. Probabile che nessuno si sia voluto prendere questa responsabilità, vista anche la mancanza in quel settore di attrezzature per accogliere i disabili. Per come è vissuto il tifo in Curva B e per come è strutturato lo stadio, lo stesso giovane tifoso probabilmente non avrebbe potuto godere dello spettacolo. Restano inaccettabili le ore di attesa all’esterno dello stadio prima di ricevere il no definitivo.