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La Fondazione ha organizzato la celebrazione di una Santa Messa in memoria del sacerdote e fondatore del Villaggio dei Ragazzi, scomparso 22 anni fa

In occasione dell’anniversario scomparsa di don Salvatore d’Angelo, il Villaggio dei Ragazzi si è stretto in un grande, simbolico, abbraccio nel ricordare il fondatore dell’Opera maddalonese. Un modo per constatare quanto il sacerdote calatino sia ancora vivo. Ma anche come lo stupore per la sua vita spesa al servizio dei più deboli sia sempre attuale. In suo ricordo, Mons. Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta ha celebrato una Santa Messa. Presenti, tra gli altri, il Commissario Straordinario della Fondazione Felicio De Luca, il Sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, gli studenti e i dipendenti dell’Opera.

Nella sua Omelia, il Vescovo Lagnese ha ricordato la figura di don Salvatore. «Abbiamo un debito di riconoscenza verso Don Salvatore, che si è tanto adoperato per questa città, per l’intera provincia di Caserta e per i “suoi” ragazzi. La sua Opera è un’eredità che non va sciupata. Dev’essere custodita e valorizzata attraverso la fede nel Signore, coinvolgendo la testa e il cuore ma che poi deve tradursi in concretezza e impegno. Come affermava Don Milani, “la grandezza di un uomo non si vede dal posto che occupa ma dall’impegno che mette nel fare le cose” e don Salvatore di ciò è stato uno dei migliori testimoni».

«Don Salvatore – ha dichiarato invece De Luca – non è più fisicamente con noi, ma non passa giorno che egli non sia presente. Lo è attraverso le foto affisse in ogni angolo del Villaggio, attraverso la testimonianza di riconoscenza e gratitudine delle persone da lui sostenute. Il suo ricordo è uno stimolo fortissimo a proseguire con impegno generoso la sua Opera, seppur con le innovazioni necessarie per restare sempre «alla testa e non alla coda dei tempi» (don Orione). Il carisma di don Salvatore illumina e guida il presente. Ma soprattutto il futuro della Fondazione, che è diretto a fornire assistenza e formazione ai giovani del territorio, che meritano un avvenire di benessere».

Infine, le parole del Sindaco Filippo

«Don Salvatore è stato un grande punto di riferimento laico e religioso, una delle massime espressioni di cittadinanza attiva. Da lui ho appreso una lezione fondamentale ovvero la solitudine del momento delle decisioni importanti che riguardano il bene comune. Fu chiamato ad una missione che avrebbe potuto svolgere in termini personali più gratificanti. Ha scelto invece la via più impervia in cui le difficoltà e la solitudine delle scelte erano determinate anche dall’ostilità delle persone a lui vicine. Il Villaggio, grazie al Commissario De Luca, ha fatto enormi passi in avanti, di cui gli sono grato. Ma un ulteriore passo ancora lo attende, ovvero il pieno ritorno alla condivisione con la comunità della Chiesa e quella cittadina a cui la Fondazione appartiene».

Molto toccante il momento della “Preghiera del Villaggio” recitata dal docente Francesco Angioni ed il momento di raccoglimento innanzi alla lapide del fondatore di una rappresentanza di dipendenti guidata dal Commissario De Luca. Presenti, in Chiesa, anche un gruppo di ex studenti e allievi dell’Ente.