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MADDALONI- Sciopero, presidio e blocco delle attività alla presenza di Carabinieri e Polizia. Il fallimento è sempre più vicino: il magazzino di Bari ha chiuso. Ma per i 120 lavoratori della «LM traporti e logistica», azienda impegnata nella movimentazione e distribuzione merci contro terzi con sede operativa principale nell’Interporto Sud Europa, non c’è più lo stipendio. E’ diventato realtà l’annuncio dei due amministratori giudiziari: per oggettive sofferenze di cassa è stato pagato solo un anticipo del 30 per cento dello stipendio di giugno. Non c’è liquidità, anche per la drastica contrazione delle commesse, sopraggiunti atti ingiuntivi e nuovi debiti emersi, per garantire il saldo delle spettanze. «La situazione è esplosiva e la tensione fra i lavoratori è alta, con il rischio di un’azione di protesta spontanea, poiché non si vedono soluzioni per il loro futuro lavorativo». Dopo l’allarma, le segreterie provinciali di Filt-Cgil e Fit-Cisl hanno proclamato un’ «azione di sciopero e un un presidio con i lavoratori davanti ai cancelli della sede della LM Trasporti di Maddaloni a partire dalle ore 9.00 del 23 giugno». Il regime di amministrazione giudiziaria non regge. Tutti negativi gli indicatori economici: perdita di commesse e quote di mercato, aumento dei debito (ancora vin fase di censimento) e decrescita degli utili. Si sciopera per l’intero turno lavorativo compreso il personale amministrativo, per l’intera giornata. In un clima di mobilitazione generale, lanciano un appello anche al Tribunale di Napoli per monitorare la situazione disastrosa dell’azienda.