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A GiornaleNews la portavoce maddalonese del 5S ribadisce la ferma volontà di restare nel Movimento guidato da Giuseppe Conte

Lo strappo di Luigi Di Maio al Movimento 5 Stelle e la nascita del nuovo partito guidato dal Ministro degli Esteri non ha determinato un cambiamento soltanto all’interno del Parlamento italiano. A tutti i livelli infatti, dalle Regioni ai Comuni e finanche a Strasburgo, coloro che negli anni sono stati eletti portavoce stellati hanno dovuto prendere una decisione. O con Giuseppe Conte, capo politico del Movimento, o con il neo leader di Insieme per il Futuro.

Anche tra i portavoce del casertano, le decisioni prese non sono state unanime. A Maddaloni, la consigliera comunale pentastellata Tina Santo non ha avuto dubbi nel confermare la sua permanenza nel Movimento. Ne ha parlato a GiornaleNews.

Si aspettava questo gesto da parte di Di Maio?
C’era del malumore negli ultimi tempi e si parlava di questa possibilità. Nonostante tutto, c’è tanta amarezza per quello che è successo, non credevo davvero che a un anno dalla fine della legislatura il M5S potesse spaccarsi. È un boccone amaro da mandare giù, anche perché ti ritrovi compagni d’avventura che oggi sono dall’altra parte“.

Ha mai avuto dubbi da quale parte stare?
No, anche quando si parlava dell’ipotesi di raccogliere le firme per aderire al partito di Di Maio io non ero interessata. Credo ancora nei valori che caratterizzano il M5S, di conseguenza è stato naturale non aver preso in considerazione l’idea di aderire a Insieme per il Futuro. Resto al 100% una pentastellata“.

Cosa pensa su quanto accaduto?
Se ci sono persone che non credevano più nei valori del Movimento, è giusto che ne siano usciti. Paradossalmente da questa scissione il 5S può trarre beneficio, ora si può lavorare senza ostacoli“.

Non tutti i mali vengono per nuocere…
Probabile. Questo shock sarà solo momentaneo. Come ha affermato Vito Crimi (l’ex capo politico, ndr), l’addio di alcune persone sembra aver rianimato la base. Se prima c’erano tra i 10 e i 30 iscritti al giorno, oggi se ne contano circa 100. Tutto questo potrebbe rivelarsi una buona occasione per tornare a lavorare in un certo modo, aumentando soprattutto la presenza sul territorio, dove il 5S ha peccato d’assenza“.

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