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MADDALONI- Ordinanza per i «Piani preliminari sul grado di contaminazione delle matrici ambientali (suolo e falde acquifere)» sui siti produttivi e le aree estrattive dismesse. I proprietari di quattro aree dovranno definire il grado di contaminazione reale, potenziale e lo stato eventuale di rischio per lo stabilimento ex-Alcatel (la struttura spettrale rimasta della prima fabbrica di elettronica provinciale danneggiata da un incendio e sotto osservazione per la presenza di amianto); per tre grandi siti estrattivi dismessi come la cava Colacem, l’ex cava General Sindes e l’ex cava Recupero. Sarà poi la Regione a decidere eventuale natura e tipologia di intervento sulle aree sotto indagine ambientale. E’ una svolta epocale, ma non basta. Il comune di Maddaloni, da oltre un decennio, spinge per la messa in sicurezza e recupero, previa analisi dei rischi, delle ex-cave tufacee colmate. L’ente locale ha svolto, in totale autonomia un censimento: circa dieci delle 24 storiche dismesse (molte delle quale ritornate ad essere aree agricole) si spinge per un ulteriore intervento mirato.