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di Antonio Del Monaco* Provo a fare un po’ di chiarezza.
Provo a rinfrescare la memoria a qualcuno.
Provo ad aprire gli occhi ad altri.
Ci provo, come sempre.
Ci provo perché credo in quello che dico e in quello che faccio.

Conte è il capo politico del Movimento5Stelle.
È lo stesso che in uno dei periodi storici più bui e complessi del Paese ha trovato soluzioni efficaci per risollevarne le sorti.
È lo stesso che ha ridato credito e lustro all’Italia andando in Europa a parlare, mettendoci la faccia (e non il cappello dell’elemosina come qualcuno continua a insinuare).
È colui che ha promosso il PNNR, lo stesso che, criticato un tempo, ora fa gola a tutti…e tutti provano a infilarci dentro qualcosa per un proprio tornaconto.
Ma il piano iniziale, quello promosso da Conte, prevedeva una cospicua parte dei fondi per il Sud, per il rilancio economico e sociale del Mezzogiorno, fonte di inesauribile cultura, bellezza, storia.
Un Sud difeso strenuamente affinché potesse essere ridotta e addirittura annullata la forbice del divario mortificante e continuo con il Nord.

Conte ha difeso i valori di giustizia sociale, progresso sostenibile, riscatto meridionale…e tutto ciò che serviva, e ancora serve, per rendere il nostro Paese una nazione migliore, sotto ogni prospettiva, da Nord a Sud.
Il Movimento, voce fuori dal coro, è costantemente bersagliato, preso di mira e con esso il suo leader, persona perbene, stimata, onesta e lungimirante. È una famiglia politica che preoccupa, perché unico baluardo di onestà e trasparenza, sentinella della legalità.

È triste vedere come molti dei miei ex colleghi, ora votati ad altri lidi, sembrano non ricordare tutto questo e abbiano scelto di cambiare rotta, diffamando le proprie radici con bugie e mistificazioni.
Conte non mira a far cadere il governo Draghi, col quale domani si incontrerà.
Conte non ha cambiato le carte in tavola. Non lui, di certo!
I poteri forti stanno facendo un bel gioco, la storia lo insegna, e in molti hanno preso posto sul carro, perché a tutti fa gola una fetta del bottino.
Un bottino pericoloso.
Gli aspiranti politomani crescono.

L’ho sempre detto: cambiare idea si può, si deve, soprattutto se non si sta più bene in una “famiglia”, di cui i valori sembrano essere smarriti o mutati. Si può, è lecito. Io stesso lo farei… ma andando via. Definitamente.

Sì, direi addio alla politica perché non sposa più i dettami di trasparenza, servizio e onestà in cui credo. Tornerei alla mia vita, a occuparmi del sociale, a combattere lo stesso la criminalità, a fare la mia parte.

Ma non così, non come in molti stanno vergognosamente facendo.
Non come un ex capo politico, ora ovunque in prima pagina, che decide di abbandonare, in un momento poco sereno, la famiglia da lui fondata, creandone un’altra e gettando fango su ex amici fraterni, tra cui l’attuale leader, appunto.

Questo, va detto una volta per tutte, è un comportamento a dir poco deludente, che ferisce e indigna al tempo stesso.
E dovrebbe indignare tutti, tutti! Soprattutto coloro che hanno creduto a un uomo del Sud, un uomo dalle radici profonde, sentitamente vicino a chi lotta senza avere ascolto. Un uomo che non avrebbe mai potuto voltare le spalle alla sua terra, alla sua gente.
E invece.