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Concessi 30 giorni per produrre la documentazione sull’utilizzo dei proventi delle contravvenzioni. Giuseppe De Lucia (Csa-Ral): “Si ripropone una vicenda che abbiamo sollevato da anni”

La Prefettura ha  «concesso 30 giorni» per rimuovere l’inadempienza per l’omessa rendicontazione delle multe elevate per infrazioni al codice della strada. Accolto il sollecito pressante della segreteria provinciale del Csa-Ral. Da anni, agitando lo slogan, «giù le mani dai proventi delle contravvenzioni», conduce una battaglia contro l’utilizzo degli incassi delle multe per fare cassa e puntellare il bilancio. Ritorna una antica questione già sollevata in passato da due ispezioni, rispettivamente  condotte dal Ministero delle Finanze e dalla Ragioneria dello Stato, da numerosi esposti dei sindacati autonomi dei vigili urbani. Contestata, da anni, la violazione sistematica dell’articolo 208 del codice della strada che impone che una parte delle multe, elevate per infrazioni al codice della strada, debbono essere obbligatoriamente per la messa in sicurezza  e alla manutenzione delle infrastrutture: pavimentazione strade, segnaletica orizzontale e verticale. Solo nell’ultimo anno, per la cronaca, il maggiore Domenico Renga (comandante della Polizia Municipale) ha disposto il rifacimento della segnaletica orizzontale in quattro punti nevralgici e delicati della circolazione urbana. Il problema vero non è spendere qualcosa per la viabilità ma investire il 50 per cento degli introiti per la messa in sicurezza e manutenzione delle infrastrutture, per i dispostivi di protezione individuale e strumenti per i rilievi di incidenti.

Giuseppe De Lucia segretario provinciale del Csa-Ral