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Arrivò all’ombra della Reggia nel 1980 per volere del Cavalier Giovanni Maggiò. Portò Boscia Tanjevic in panchina e costruì uno dei settori giovanili più forti d’Italia con gli scugnizzi Gentile ed Esposito. Nel 1991 il miracolo di uno dei tricolori più romantici dello sport

Non può esistere tifoso di basket che non sia stato perveso da un momento di commozione alla notizia della scomparsa di Giancarlo Sarti, nome da “hall of fame” della pallacanestro italiana. L’ex campione e dirigente è morto all’eta di 86 anni nelle prime ore del 22 luglio. Il suo nome a Caserta è sinonimo della parola più importante: scudetto! Come ha ribadito la famiglia Maggiò in queste ore, Giancarlo Sarti è stato anche lui Campione d’Italia in quell’annata consegnata alla storia. Era la stagione 1990/1991 e la JuveCaserta targata Phonola, da lui costruita con Franco Marcelletti, (e l’inimmaginabile rinuncia ad Oscar), si avvia a vincere il tricolore, prima squadra in assoluto a portare lo scudetto al Sud.

Dopo una carriera rilevante da giocatore professionista a Livorno, Bologna (sponda Fortitudo) e Cantù, Sarti gioca a Udine le ultime quattro stagioni sul campo, prima di passare dietro la scrivania dell’APU per assumere l’incarico di general manager. Ha ricoperto quest’incarico per otto stagioni, prima di passare alla JuveCaserta nel 1980, contribuendo alla formazione di un prolifico settore giovanile (da cui uscirono, tra gli altri, Nando Gentile e Vincenzo Esposito), all’arrivo di Bogdan Tanjevic in panchina e alla promozione dall’A2 all’A1 nel 1983.

Una recente foto di Giancarlo Sarti

Nel 1986, Sarti diventa il general manager della Pallacanestro Trieste, prima di passare per un triennio alla Fortitudo Bologna. Nell’annata 1990/91 torna a Caserta conquistando il miracolo tricolore, nella sfida contro la Philips Milano vinta per 3-2 nell’ultimo atto del Forum di Assago. Nell’estate precedente vissuta quasi per intero in America, portò in bianconero “Il ProfessoreTellis Frank e “Il Signore degli Anelli“, Charles Shackleford, decisivi per la coqnuista dello scudetto. Rimase alla Juve fino al 1998 condividendo con la famiglia Maggiò, oltre alle gioie sportive, anche i dolori del fallimento e dai tanti problemi legati alla gestione del PalaMaggiò

IL RICORDO DELLO STORICO GIORNALISTA ROSARIO PASCARELLA: “E’ STATO IL PILASTRO SUL QUALE IL CAVALIER MAGGIO’ HA COSTRUITO LA FAVOLA BIANCONERA”

Impossibile racchiudere in poche righe lo spessore umano e professionale di Giancarlo Sarti. Una carriera come poche sia in campo che dietro la scrivania. Ha lavorato per diverse città ma sarà casertano per sempre, perchè all’ombra della Reggia ha costruito quella fama che lo pone al quarto postoall timedei general manager italiani di basket. Oltre lo scudetto mi piace ricordare – sottolinea il giornalista – l’inizio della storia d’amore tra Sarti e Caserta, nata nel 1980 per volere del cavalier Giovanni Maggiò che in lui individuò le caratteristiche e le capacità per costruire la favola JuveCaserta, in un momento in cui conoscere giocatori ed allenatori era un privilegio per pochi

La Phonola Juve Caserta Campione d’Italia 1990-91: Sarti è l’ultimo in piedi

Con Giancarlo Sarti, il basket casertano ha potuto permettersi il salto di qualità fondamentale per il futuro. Sarti ha portato il concetto di managerialità all’interno della società bianconera. Con le sua abilità di mercato ha costruito, mattone dopo mattone, due punti storica ed incancellabili della storia JuveCaserta: uno dei settori giovanili migliori a livello nazionale ed ovviamente quello scudetto che dopo 31 anni abbiamo ancora tutti negli occhi. Giancarlo Sarti – conclude Rosario Pascarellaè stato il pilastro sul quale la famiglia Maggiò ha costruito il passaggio da una societò dilettantistica ad una professionista attraverso un percorso esemplare” .

Rosario Pascarella, storico giornalista e radiotelecronista della Juve Caserta