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Nella prima mattinata odierna, nelle province di Casetta, Napoli e Salerno, i Carabinieri del
Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere (CE) e personale
della Sezione di P.G. -Aliquota Carabinieri- di questa. Procura hanno dato esecuzione ad
un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Santa Maria
Capua Vetere, su conforme richiesta di questa Procura nei confronti di 7 indagati, ritenuti
responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione
dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in
materia elettorale (art. 86 commi 1 e 2 del D.P.R. 570 del I960), in materia dì illecito
trattamento dei dati personali (D.Lvo 196 del 2003) e truffa in danno di ente pubblico (artt.
416, 323, 353, 314, 479 in relazione ali’art. 476, 640 c.p.).
Il provvedimento odierno giunge all’esito di un’articolata attività investigativa diretta da
questo Ufficio e condotta dai predetti reparti dell’Arma – a seguito di denuncia sporta da un
privato cittadino- al fine di approfondire la gestione del progetto di natura sociale denominato
“Home Care Premium”, promosso dall’INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP. L’impianto
del progetto prevedeva lo sviluppo di attività di natura socio-assistenziali a favore di utenti di più
contesti territoriali., gestite, dal punto di vista logistico-amministrativo, dai cosiddetti ambiti
territoriali statuiti dalla legge 8 novembre 2000 n.328, “‘Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali”.
Nello specifico, i fatti oggetto d’indagine hanno riguardato l’Ambito territoriale “CS”, già
“C5”, comprendente i comuni casertani di Curii, Casapulla, San Prisco, San Tammaro, Capua,
Sparanise, Pignataro Maggiore, Bellona, Calvi Risorta, Rocchetta e Croce, Vitulazio, Camigliano, Pastorano e Giano Vetusto, nonché il comune di Santa Maria Capua Vetere che si configura quale
comune “capofila” e polo logistico, amministrativo e contabile di tutte le attività ed i servizi
assistenziali realizzati, appunto, nell’Ambito “C8”.
Le irregolarità accertate nella gestione del predetto progetto, hanno, poi, imposto un
allargamento dell’oggetto investigativo, circostanza che ha consentito di far luce su attività illecite
afferenti ad ulteriori iniziative di natura socio-assistenziale gestite dallo stesso Ambito “C8”, ma
finanziate dalla Regione Campania e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’analisi dei fatti e dei contributi investigativi raccolti ha consentito di effettuare una
univoca ricomposizione indiziaria e probatoria della vicenda delittuosa, facendo emergere
l’esistenza di una stabile struttura organizzativa, ex art. 416 c.p., operante nel territorio sammaritano
e composta da politici, dirigenti ed addetti ai competenti uffici comunali e di Ambito, nonché da
rappresentanti delle cooperative affidatane, orientata, anche attraverso il condizionamento delle fasi
di selezione del personale preposto alla gestione tecnico-amministrativa dei servizi appaltati e di
selezione degli utenti/beneficiari dei servizi appaltati (esternalizzati), a monopolizzare, pilotare e
gestire in maniera illecite tutte le iniziative promosse dall’Ambito territoriale, con la duplice finalità
di ricavare un indebito vantaggio economico e di creare consenso elettorale a favore di taluni
rappresentanti politici locali.
Per la realizzazione degli ideali prefissati, l’associazione a delinquere in oggetto è partita
garantendosi l’avvicinamento alla macchina amministrativa Sammaritana di funzionali ed impiegati
compiacenti da “gestire”. E’ stato, preliminarmente, avviato, su iniziativa dell’ex Sindaco di
S.M.V.V., un procedimento di distacco di un funzionario regionale che ha potuto così maturare i
requisiti necessari per rispondere, da solo, al bando per l’assegnazione del posto di Istruttore
Direttivo presso il Comune di S. Maria C.V.. L’ente pubblico poi, nel redigere il bando per il
concorso indicato, inseriva requisiti così dettagliati ed “attagliati” alla persona di interesse, già in
mobilità presso l’ente, che era l’unico a presentare domanda e, quindi, a risultare vincitore del
concorso, insediandosi in pianta stabile presso il citato ente.
Analoghi sistemi illeciti sono stati utilizzati dai membri dell’associazione per la costituzione
dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale C8 (organo tecnico di supporto, con funzioni di
gestione, amministrazione, monitoraggio e salutazione del Piano Sociale di Zona Territoriale nonché di raccordo con l’amministrazione regionale), centro gestionale delle risorse assegnate
all’Ambito, ovvero per la nomina dei sette componenti. Alcuni candidati (in particolare due), legati
ad esponenti della politica locale, hanno avuto la possibilità di disporre delle domande per il
concorso in oggetto ben prima della data stabilita per la prova orale, ponendosi in posizione di
assoluto vantaggio rispetto agli altri concorrenti, il tutto con la compromissione, grave, delle
legittime aspettative degli altri candidati e della regola basilare (meritocratica) che informa il
reclutamento di personale nella P.A.
L’assetto così dato ali’ Ufficio di Piano, guidato dall’ex responsabile dei servizi sociali di
S.M.C.V., ha consentito all’ex Sindaco di S.M.C.V. di controllare tutte le attività di competenza
dell’Ambito e di assoggettarle a note logiche di acquisizione del consenso elettorale, con sistemi
tipicamente corruttivi. Vi è stata una chiara ed evidente commistione tra politica e gestione
amministrativa, che ha avuto il compito di controllare un settore delle gestione amministrativa che
nuove circa € 3.000.0000,00 l’anno.
L’associazione delinquenziale così articolata ha. stante quanto accertato, indirizzato
l’aggiudicazione delle gare d’appalto relative ai progetti, di seguito elencati, a favore di Cooperative
e Associazioni – in alcuni casi riunite sotto A.T.I. {Associazioni Temporanee di Impresa) —
compiacenti, alcune direttamente riconducibili ai promotori dell’associazione a delinquere che
ricoprivano ruoli di primo piano nell’iter amministrativo di affidamento dei servizi:
– Progetto “Home Care Premium 2012”, finanziato dall’INPS, dell’importo di 420.000,00 euro,
avente ad oggetto prestazioni a favore di ex dipendenti INPDAP; aggiudicato all’A.T.I. “la
Meridiana- Invento” nonché “Invento – Hares – Terzo Millenio”;
– Progetto “// Volo Libero” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’importo di
86.000,00 euro, volto a favorire l’integrazione culturale, artistica e sportiva di persone disabili,
aggiudicato alla Cooperativa “Invento”;
– Progetto “Babysitting e Ludobus”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di euro
95.752,00 euro, finalizzati, rispettivamente, alla “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle
mamme lavoratrici di bambini di età fino a 36 mesi” e alla “creazione di momenti ludico￾ricreativi itineranti a favore di minori in genere”, aggiudicato al Consorzio ” La Rada”;
– Progetto “Non prendiamoci in giro- Lotta alla droga”, finanziato dalla Regione Campania,
dell’importo di 2.800,00 euro, finalizzato alla creazione di momenti di riflessione per la lotta
all’uso di sostanze stupefacenti, aggiudicato all’Associazione “Agaphantus”;
– Progetto “Centro per le famiglie'”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 70.600,00
euro, avente ad oggetto la creazione di spazi dedicati al sostegno, alla tutela e al potenziamento
delle capacità genitoriali in famiglie multiproblematiche, aggiudicato all’A.T.I “Invento￾Agaphantus”;
– Progetto “Voucher a finalità multipla”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di
132.000,00 euro, finalizzato ad offrire sussidi economici per l’acquisto di servizi di cura rivolti a
minori di età compresa tra O e 12 anni, nonché per la retribuzione di assistenti familiari per la
cura di anziani non autosufficienti, aggiudicato alla Cooperativa “Hares”;
– Progetto ADS Disabili, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di € 125.000,00, con la
finalità di consentire a persone con disabilità, di conservare autonomia di vita, nella propria
abitazione, nel proprio ambiente familiare e sociale, aggiudicato alla Cooperativa “Consorzio
Italia”.
L’impianto indiziario-probatorio, integrante i presupposti cautelari, è stato edificato
mediante elaborate attività tecniche di natura intercettiva, corroborate da riscontri documentali
nonché dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti e di indagati che hanno deciso di
collaborare.
Da tali attività è emerso un notevole esborso di fondi pubblici, in taluni casi per servizi mai
svolti, come per il progetto “Ludobus”, o per servizi svolti ma erogati in maniera illegittima, a
favore di soggetti non riunenti i requisiti formali del bando, come nel caso del progetto “Baby￾sitting”. Per tali servizi lo Stato ha speso denaro pubblico per oltre € 100.000,00. È stato erogato il
servizio di babysitteraggio in favore di famiglia che non avevano i requisiti richiesti per accedervi.
Anche altri progetti (come per il progetto “II Volo Libero”) hanno visto sperpero di denaro
pubblico, mediante la rendicontazione di false fatture o fatture “gonfiate”, ottenendo rimborsi
illeciti addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Regione Campania.
In taluni casi (come per i progetti “Lotta alla Droga” e “Voucher a finalità Multipla”),
mediante falsa documentazione pubblica, hanno fatto fattiziamente risultare affidati servizi a enti
esterni, riconducibili alla gestione dei funzionari dell’Ambito C8, e erogate i medesime servizi,
attività che è risultata mai svolta, per poi incamerare indebitamente il corrispettivo/valore del
servizio/appalto. Il reclutamento degli operatori delle cooperative avvantaggiate nell’assegnazione degli
appalti, è sempre avvenuto sotto lo stretto controllo (politico) dell’ex sindaco e della struttura da lui
organizzata e capeggiata, che privilegiava persone a lui politicamente legate, preferendo i residenti
del Comune Capofila (S. Maria C.V.). la selezione degli operatori da impiegare da parte degli Enti
aggiudicatali dei servizi è stata del tutto controllata e manipolata.
Le modalità di gestione dell’intero Ambito territoriale hanno permesso, da un lato, indebiti
arricchimenti patrimoniali e, dall’altro, un controllo politico elettorale, trattandosi di servizi e
progetti destinati a fasce di popolazione facilmente condizionabili sotto il profilo economico.
Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di natura cautelare sono stati notificati
avvisi di garanzia e conclusione indagini a carico di ulteriori 28 indagati, nonché eseguiti sequestri
preventivi di beni e conti bancari riconducibili alle cooperative e alle compagini sociali
aggiudicatane dei progetti illecitamente condizionati nonché di beni riconducibili ad alcuni degli
indagati.
Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da questo Ufficio, anche
per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per due
indagati la misura cautelare della custodia cautelare in carcere mentre per gli altri 5 quella degli
arresti domiciliari.