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Pronti i progetti esecutivi pe la soppressione dei passaggi a livello per un investimento di 40 milioni di euro. Varata la variante al Pua. Eppure si discute solo di rimpasto…

MADDALONI- La situazione è paradossale. Il rimpasto, quello che doveva essere fatto a metà consiliatura, è fatto. Ma bisogna aspettare ancora: il sindaco Andrea De Filippo ha scelto la strategia dell’attesa per ufficializzare quello che sanno tutti. Deve sciogliere le riserve. Sembra una situazione tipo incarico di governo, dove tutti sanno chi è il futuro presidente del Consiglio ma bisogna aspettare l’ufficialità. De Filippo come Mattarella: e solo un “matterello”, cioè una persona che ha nervi d’acciaio e stomaco di ferro, può barcamenarsi negli equilibrismi politici. E’ la “ostpolitik di De Filippo”. L’attuale rimpasto è funzionale ad un rafforzamento della coalizione. Buon lavoro ai nuovi assessori. Ma tutto questo silenzio mette in evidenza il “tallone di Achille del sindaco”. Oggi, il silenzio è ingiustificato: è stato approvata (dopo 30 anni di figuracce) la variante al Pua. Stanno per essere presentati i progetti esecutivi per la soppressione dei passaggi a livello: 40 milioni di investimenti e nuova viabilità. Si chiude una storia inquietante aperta da 50 anni. E che succede? Si tace in attesa del rimpasto. In altri contesti sociali sani, eventi del genere, decisamente epocali, dovrebbero monopolizzare il dibattito pubblico. Ci dovrebbe essere una raffica di analisi e di valutazioni sullo sviluppo legato ad investimento robusti e certi. L’esatto contrario del chiacchiericcio pseudogornalistico su fantomatici parchi giochi più grandi d’Europa. Lo stesso si potrebbe dire dell’hub Decathlon e degli investimenti, concreti e non annunciati, nell’area intermodale. Per non parlare del completamento del casello autostradale sull’A30. Ebbene di tutto questo, non si parla. Cioè del lavoro vero e degli investimenti reali. Nella città che ha il primato di percettori di reddito di cittadinanza (oltre 2500) e quindi seri problemi socio-economici i temi dello sviluppo dovrebbero essere una ossessione quotidiana. Invece, De Filippo continua a sbagliare comunicazione. Sarà un sindaco che gode di una congiuntura favorevole. Sarà che è riuscito a chiudere dossier aperti da un quarto di secolo come il Puc. Ma non parlarne, è un fatto grave. Zero spaccato, in comunicazione, al sindaco del Puc, del Pua, della soppressione dei passaggi a livello. Con tutto il rispetto per i nuovi assessori, ma se non si parla di sviluppo di che vogliamo discutere?