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I pericoli dell’alienazione. Una emergenza che interroga le principali agenzie educative

di Antonio Del Monaco* Non si può, è inaccettabile. Eppure continua ad accadere…e con una frequenza che fa paura.
Loro non hanno paura, verrebbe da pensare, se sono in grado di gettarsi da un balcone…
O forse sì, e tanta…talmente tanta che nemmeno immaginiamo come si possa arrivare a compiere un gesto estremo, così giovani.

Sono i nostri figli!
Che non sanno chiedere aiuto, che sono spaesati, soli, in balia di una società priva di valori o sani riferimenti.
Una società in cui la famiglia sembra essere sempre più disgregata e disgregante, con genitori assenti o più immaturi dei loro stessi figli.
C’è troppa distrazione stucchevole, troppa disarmante irrealtà… c’è il pericolo dell’alienazione, che rende tutti piccole isole in mezzo al vasto oceano, piccoli mondi solitari…e la solitudine, soprattutto in età adolescenziale, se non gestita bene può diventare un dramma. Concretamente.

Da psicologo e studioso dei comportamenti sociali, credo sia necessario, continuo a ribadirlo, anzi indispensabile fare rete per impedire queste terribili devianze, queste tragedie sempre più devastanti. Aiutiamo i giovani che sono il futuro.
Famiglia, Scuola, Chiesa e associazionismo, le quattro principali agenzie educative, devono collaborare attraverso un piano sinergico, un progetto comune che possa fungere da osservatorio e monitoraggio territoriale.
Urge un cambiamento e deve partire da noi adulti: perché, è bene riconoscerlo, se oggi accade tutto questo, la responsabilità è soprattutto nostra.