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La provincia di Caserta come l’intera regione Campania soffre da anni di mal d’aria, l’emergenza smog resta per la nostra provincia un problema cronico, il 2021 è stato un anno nero ma il 2022 non si presenta come uno dei migliori.

Possiamo tranquillamente affermare che di mal d’aria si muore, secondo l’Angenzia Europea per L’ambiente nel solo 2018 in Campania ci sono stati 4446 morti premature legate ad inquinamento da PM2,5, di cui 760 solo a Caserta.

Uno dei maggiori problemi in assenza prolungata di piogge è l’inquinamento atmosferico e dell’aria, i principali colpevoli di questo inquinamento sono tre elementi le PM10, le PM2,5 e i biossidi di Azoto NO2, la pioggia non è solo vita e alimento per i terreni e l’agricoltura ma funge anche da strumento di pulizia dell’aria.

Il problema dell’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale ma anche e soprattutto un problema sanitario con conseguenze gravissime per la salute umana, i dati dell’Angenzia Europea sulle morti da inquinamento atmosferico lo stanno a testimoniare.

In un recente Report dell’Arpac Campania si fa un bilancio della qualità dell’aria nelle città della nostra regione e ovviamente anche della nostra provincia. Il quadro che ne emerge è nel complesso molto preoccupante, pochissime sono infatti le città o i centri abitati che rispettano i valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sforamento delle polveri sottili come pm10, pm2,5 e No2, nel 2021 in provincia di Caserta solo due Comuni hanno rispettato tali limiti e sono Presenzano e Pratella, il resto dei comuni chi più chi meno ha sforato tali limiti.

Per rientrare nei limiti stabiliti dall’OMS si deve operare su tutto il territorio provinciale una riduzione sostanziale di tali agenti inquinanti, ad esempio per le PM10 Caserta dovrebbe effettuare una riduzione del 44%, per le PM2.5 una riduzione del 57%, per il Biossido di Azoto NO2 del 46%.

Un ruolo centrale per uscire dall’attuale situazione lo possono svolgere le amministrazioni locali con strumenti di contrasto all’inquinamento ambientale, tale contrasto deve essere efficace, incisivo e duraturo nel tempo.

Nell’ambiente urbano i maggiori colpevoli di questo inquinamento sono la mobilità e il riscaldamento domestico, per questo motivo nei prossimi anni sarà necessario accelerare la transizione ecologica, un cambio di paradigma necessario proprio a partire da questi due settori. Si devono adottare misure che puntino davvero alla mobilità sostenibile, elettrica, intermodale, di condivisione, ripensando anche gli spazi urbani, per definire una efficace azione anti smog che cambi radicalmente il concetto di trasporto pubblico locale, energie rinnovabili, edilizia rinnovata e sostenibile con riqualificazione energetica degli edifici, garantendo cosi una sostanziale riduzione delle emissioni dagli impianti di riscaldamento.

Vi è inoltre l’esigenza di ridisegnare lo spazio pubblico urbano, uno spazio urbano a misura d’uomo con quartieri Car Free, ovvero la “Città dei 15 minuti” in cui tutto ciò che serve sta a pochi minuti dal luogo dove si abita, il tutto all’interno di un progetto di smart city o città intelligente.

Sul fronte del riscaldamento domestico serve proseguire su un piano di riqualificazione dell’edilizia pubblica proseguendo con il bonus 110% che favorisca un progressivo abbandono delle caldaie a gasolio o riscaldamenti a metano, puntando nei prossimi anni più efficienti alimentati da fonti rinnovabili, esempio pompe di calore elettriche o pannelli fotovoltaici.

Anche in virtù delle vicende internazionali abbiamo bisogno per i prossimi anni di approvvigionarci di nuove energie, pulite e rinnovabili, siamo il paese del sole, dell’acqua e del vento, potremmo davvero essere autosufficienti dal punto di vista energetico, mettendo al bando le energie fossili, carbone, nucleare, è solo una questione di volontà politica, noi sappiamo quale strada seguire ed è quella che seguiremo nei prossimi anni per avere città più vivibili a misura di bambino.

Michele Merola Responsabile Politiche Ambientali