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MADDALONI- E’ una di quelle notizie che fanno la differenza. C’è un prima e un dopo: lo spadroneggiamento della criminalità organizzata incontrastata e il ritorno dello Stato. Le risorse sottratte al territorio ritornano al territorio sotto forma di servizi e spazio per il Terzo Settore. C’è un unico neo: il silenzio di partiti e associazioni. Come al solito quando il gioco si fa duro e serio, vince la regola d’oro del silenzio. La lamentela è per tutti, la denuncia per pochi. Il Viminale, con formale decreto, ha assegnato al comune di Maddaloni «beni confiscati alla criminalità» per un valore di almeno 900 mila euro. A gestire i contatti e la trattativa il vicesindaco Gigi Bove.

Allora, di quali immobili si tratta?

Si tratta di un ampio immobile in via Napoli, tre su via Roma, un appartamento in via Libertà più due box in via Libertà. C’è dell’altro ma l’ente locale ha sospeso l’accettazione per gli immobili, gestiti dall’ Agenzia dei beni confiscati (Anbsc) ma ancora occupati.

E adesso questo patrimonio che potrà essere rimpinguato come verrà utilizzato?

Secondo criteri tutt’altro che discrezionali e in funzione di un utilizzo per pubblica utilità a partire dalle associazioni del Terzo Settore.

C’è già un progetto in fase avanzata?

Si, ne ha parlato il sindaco Andrea De Filippo. Il vasto immobile, sito in via Napoli (uffici e vasti spazi commerciali) sarà messo a disposizione della sezione locale della Croce Rossa per spazi formativi, ambulatori, per gli operatori sanitari impegnati nelle operazioni di primo soccorso, in occasioni di conflitto e calamità naturali. In più la Cri di Maddaloni è pronta a lanciare un progetto, sanitario e formativo, su scala regionale. In aggiunta, la struttura diretta dal dottor Marco De Simone (presidente del Comitato Cri di Maddaloni), gestiste un servizio di ascolto operativo a sostegno delle associazioni, dei privati e dei volontari alle prese con l’assistenza dei profughi ucraini arrivati nella nostra Provincia. Oltre ai servizi sanitari a stretto contatto con la rete delle associazioni, è in atto uno sforzo di mediazione culturale, di assistenza dedicata ai minori, che hanno bisogno di tutti i servizi di accoglienza, socializzazione e scolarizzazione che permettano di vincere il senso di sradicamento. La base di Maddaloni svolge una funzione di raccordo con gli asili e con le istituzioni.

Un progetto molto corposo. E per il resto?

Si stanno valutando altre esigenze e richieste del territorio. Ma è ancora troppo presto per fare valutazioni del genere. Certamente, c’è anche l’idea, ripeto idea, di utilizzare alcuni di questi spazi per implementare i servizi erogati dal comune.

Si sta scrivendo una pagina di legalità…

Nello spirito delle leggi antimafia e secondo le direttive dell’Agenzia dei Beni Confiscati queste risorse, sottratte al territorio, devono essere messe al servizio del territorio. E’ certamente un processo virtuoso. La questione è stata da me seguita nei mesi addietro . ora è all’iter è seguito dal neo assessore al patrimonio Gennaro Cioffi che sta definendo il tutto ed in maniera celere.