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Impugnata l’ordinanza comunale che obbliga i gestori della grandi opere a rimuovere i rifiuti sepolti da decenni

MADDALONI- Rfi si è stancata di pagare. E’ necessaria una quarta bonifica per far proseguire il tracciato delle nuova linea ferroviaria Bari-Napoli. Il sottosuolo di Maddaloni è una vergogna: è pieno di rifiuti sotterrati: lungo l’alta capacità ferroviaria, è spuntato l’ennesimo e inatteso cimitero dei veleni. Dopo aver rimosso quantità significative di amianto abbandonato (inumato sia sotto forma di tubi e canne fumarie integre che come materiale ridotto in brandelli), le imprese autorizzate da Rfi hanno rinvenuto ancora i soliti rifiuti (plastica, immondizia di vario genere, indumenti dismessi). E scoppia lo scontro tra aziende e comune. Impugnata innanzi al Tar, l’ennesima ordinanza sindacale che obbliga gli operatori ad accollarsi tutti i costi, le autorizzazioni di rimozione e smaltimento. I costi per le bonifiche seriali hanno superato il livello di guardia: Rfi, committente del lotto Cancello-Frasso Telesino, non vuole più essere il bancomat per sostenere  i costi esorbitanti per il rispetto delle ferree leggi in materia di rimozione e bonifica. Da qui la richiesta di annullamento dell’ennesima ordinanza del comune chiamato a sostenere le spese di bonifica.