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Il fatto veramente senza precedenti è che il soprintendente Mario Pagano ha messo in atto una diffida. Ha ottenuto, dal Ministero per i beni, attività culturali e turismo (Mibact), la disponibilità finanziaria (cento mila euro) per avviare la «messa in sicurezza della Torre Artus» con il doppio obiettivo di fermare i crolli in atto e salvaguardare la conservazione del monumento simbolo di Maddaloni. In caso di inadempienza l’intervento di tutela sarà eseguito in danno al privato”

MADDALONI- Non si scherza più. Non si chiacchiera più. E anche i professori di mandolino in servizio permanente effettivo (quelli che tutto sanno, tutto conoscono e tutto giudicano) hanno perso la voce. Quando scende in campo la magistratura, come da tradizione, consiglieri comunali, strateghi di partito e di movimenti, presentatori e presentatrici a’ la page perdono la voglia di parlare e di stare in prima fila sul palco. In questo contesto, che poi è sempre lo stesso, è arrivato un nuovo giro di vite della magistratura. Ad innescare l’escalation giudiziaria sono state le verifiche del comune e la denuncia presentata dall’on. Antonio Del Monaco. E ora è scattata la seconda ispezione istituzionale ordinata dalla magistratura: nel mirino i crolli in atto e i pericoli potenziali sulla caduta massi che può trasformare in bersagli gli immobili dell’area residenziale sottostante.

La sua denuncia, che coinvolge i proprietari ma anche la Sovrintendenza e il comune, ha scatenato un terremoto…

E’ il momento di dire basta alla cultura della rassegnazione. Si ripete da decenni sempre lo stesso copione collaudato: indignazione, polemiche, qualche proposta (spesso molto fantasiosa) e infine il silenzio. Ora, si è cambiato davvero registro.

In che senso?

In questi giorni, come nella settimane precedenti, sono sotto osservazione le crepe nella cinta dell’area fortificata, crolli recenti all’interno del castello e fratture, profonde verticali, nella Torre Artus. I periti tecnici dovranno valutare se i distacchi in atto sono pericolosi e trasformare persone e abitazione in bersagli. Questo vale per la Torre e il castello ma anche per la cinta muraria e il costone calcareo di via Bixio e via Sambuco.

Solo messa in sicurezza e accertamento delle responsabilità?

E’ solo la prima fase. La Procura della Repubblica ha ordinato verifiche su tutti i luoghi oggetto di segnalazione  o di documentazione di nuovi crolli, già avvenuti o in corso. Ma il fatto nuovo è che si interverrà.

Si interverrà in che modo?

Il fatto veramente senza precedenti è che il soprintendente Mario Pagano ha messo in atto una diffida. Ha ottenuto, dal Ministero per i beni, attività culturali e turismo (Mibact), la disponibilità finanziaria (cento mila euro) per avviare la «messa in sicurezza della Torre Artus» con il doppio obiettivo di fermare i crolli in atto e salvaguardare la conservazione del monumento simbolo di Maddaloni. In caso di inadempienza l’intervento di tutela sarà eseguito in danno al privato.

Questa sarebbe la “fase due”?

Si, molto probabilmente sarà attivata a settembre-ottobre. Il pubblico sostituirà il privato nella messa in sicurezza se i proprietari saranno inadempienti. E questo è un fatto senza precedenti.