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Sospesi gli incarichi ai medici provvisori il primo settembre. I sostituti al lavoro dal due ottobre. Un mese senza medico: gravi difficoltà per anziani, fragili e tenti bisognosi di prestazioni sanitarie essenziali

MADDALONI- Un disservizio inspiegabile. Capolavoro (si fa per dire) dell’Asl: lasciati quasi settemila assistiti, per un mese, senza medico di base. I disservizi hanno superato oltre limite di sopportazione. Non si comprende la logica che abbia ispirato la scelta che ha innescato una spirale gravissima di disservizi. Pagano soprattutto i fragili (perennemente bisognosi di assistenza), gli anziani e coloro che, tra capo e collo, senza preavviso alcuno si sono trovati senza medico di famiglia. Incredibile ma vero: sospeso l’incarico ai medici provvisori con decadenza dal primo settembre. C’è la soluzione totalmente cervellotica: i medici definitivi entreranno in servizio il due ottobre. Insomma, c’è un buso nell’assistenza di base di un mese. Senza medico per un mese: si salvi chi può. C’è l’ipotesi di arrangiarsi presso i medici base già in servizio che non potranno smaltire la valanga di richieste. Abbiamo, pur garantendo la dovuta privacy, raccolto le esigenze di molti cittadini. Più in difficoltà di tutti ci sono gli anziani. Poi i portatori di patologie croniche (dai diabetici fino agli affetti da patologie meno invasive). Negato un servizio essenziale: scomparse o ridotte al minimo le richiestissime viste domiciliari per una utenza in età avanzata. Azzerati gli atti dovuti di medicina assistenziale di base. A squarciare un silenzio assordante della sanità (quella che parla grazie ai politici in servizio permanente effettivo) arriva un esposto alla Procura della Repubblica: si contesta la interruzione di pubblico servizio. La ressa si sposta presso gli uffici del distretto sanitario dove i funzionari locali non hanno soluzioni o rimedi alle direttive emanate, in sede centrale, dall’azienda sanitaria.