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Ennesima brutta figura e perdita di credibilità. Totale indifferenza contro un documento, voluto dall’Anci e votato all’unanimità

MADDALONI- Esiste un “caso Consiglio Comunale”. Come appena si mette occhio all’attività svolta cadono le braccia per la totale mancanza del senso delle istituzioni e della valenza del ruolo degli eletti. Oltre gli inciuci, i tanti selfie, i continui riposizionamenti e le eterne transumanze da una forza politica all’altra, emerge un documento incredibile votato all’unanimità. E spunta una chicca sulla “Secessione dei Ricchi” ovvero il regionalismo differenziato, inseguito con slogan, colpi di mano e soprattutto ignorando i Lep (livelli essenziali di prestazione) non è solo un argomento per convegni, dibattiti, inchieste giornalistiche o addetti ai lavori. Ebbene il civico consesso, con la solita grancassa di comunicati stampa, ha fatto proprio e votato l’allarme, lanciato nel febbraio 2019 da Domenico Ticcillo presidente dell’ Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) della Campania. Senza giri di parole scrisse al sindaco Andrea De Filippo e al presidente del Consiglio comunale Francesco Capuozzo. In sintesi, le istituzioni locali e territoriali debbono mobilitarsi. Si contesta, con ferree argomentazioni, l’insostenibilità del progetto di autonomia differenziata inapplicabile senza la definizione del livelli essenziali di prestazione (Lep). Tutti contro il progetto fatto passare da Gentiloni e poi sostenuto dalla Gelmini, ministro del Governo dei Migliori.

La giravolta, si votano i candidati del partito unico del nord: Pd, Lega, Forza Italia, Terzo Polo. I distinguo dei Fratelli d’Italia e i tentennamenti del M5S

Ebbene, che accade? Il consiglio comunale, che lamenta giustamente la mancata tutela del lavoro delle commissioni, predica bene e razzola malissimo. Tutti contrari all’autonomia differenziata. Alle ultime politiche, gli stessi consiglieri comunali non hanno fatto misteri di appoggiare i candidati (Lega, Pd, Forza Italia, Terzo Polo) che sono schierati a favore dell’autonomia differenziata meno accettabile. Unica eccezione Fratelli d’Italia che, come ha detto più volte Guido Crosetto, non ritiene prioritario quel progetto così come è stato redatto. Anche il M5S è ondivago e non estraneo ad atteggiamenti contraddittori soprattutto al Nord. Passiamo in rassegna le immagini del consiglieri comunali plaudenti, a sostegno degli eletti dei portatori d’acqua del partito pro autonomia differenziata. Gli stessi che hanno votato contro e che lamentano la scarsa difesa del lavoro del civico consesso. Poco credibili, senza memoria e presenzialisti. Una vera zavorra e una una sfortuna per i sud e i suoi giovani costretti ad emigrare.

Ecco il documento dell’Anci condiviso e votato dal Consiglio Comunale:

“Come è noto è in corso la discussione dell’autonomia differenziata in alcuni regioni, che dovrà concludersi con l’approvazione di intese da parte del Parlamento. Si tra di un percorso, come spiegato da Anci Campania nella lettera inviata la presidente della camera Roberto Fico, il giorno 5 febbraio 2019, rischia di essere pericoloso sia per i contenuti, in alcuni casi in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione, sia per l’itinerario istituzionale poco trasparente che costringe le Camere a ruolo di semplice notaio di decisioni assunte altrove. Per questi motivi vorrei sollecitare sindaci e presidenti dei Consigli comunali a favorire una discussione pubblica nella sede municipale che coinvolga amministratori, consiglieri comunali, mondo della scuola e dell’impresa, associazionismo. Comuni e autonomie locali devono impegnare Governo, Parlamento, Regione affinchè si riprenda il percorso di un vero federalismo fiscale che porti a servizi sociali e di istruzione commisurati ai livelli essenziali di prestazione da garantire su tutto il territorio nazionale.

Per questi motivi chiedo ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli Comunali di concludere questa discussione con un documento da inviare al capo del Governo, al Presidente della Camera e del Senato e al presidente dell’Anci. L’obiettivo dei Comuni e di Anci Campania è di impedire pericolosi salti nel buio, evitando che queste intesa si risolvano in un accordo bilaterale tra Governo e Regioni del Nord senza che il Parlamento sia chiamato ad esercitare le proprie prerogative la cui ricaduta tocca non solo i diretti interessati ma l’intera comunità nazionale.

Il presidente Domenico Tuccillo.