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“Non presentata nemmeno la società per azione e concluso l’acquisto della cava della Colacem”

MADDALONI- Gli annunci stanno a zero. L’informazione, derubricata a megafono, tace. Ma sulla questione del megaprogetto «Ludo & Felix» c’è chi squarcia il velo del silenzio. L’attenzione è tutta polarizzata oggi sulla cultura della “festa, farina e forca” cifra della regressione culturale che domina sul territorio. “E‘ ‘o popolo che ‘o vo‘ “ e vai con le canzonette, giostre e lustrini. Solo svago e niente problemi che vanno taciuti, negati e possibilmente non affrontati. Al massimo, ci si può lamentare quando è comodo farlo. Ma c’è chi va controcorrente. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia accende i riflettori, non sui palchi della canzonette, ma sul flop degli annunci delle promesse inaugurazioni parziali e delle cerimonie di posa della prima pietra. Disatteso il cronoprogramma sbandieratissimo dell’avvio del primo «parco doppio» regionale da realizzare nell’ex cava Colacem su quasi 100 ettari (divisi tra un’area giochi e  un restante parco culturale stile  food entertainment).

Prima degli annunci si proceda alla riqualificazione produttiva e ambientale

A mettere il dito nella piaga è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Si insiste sull’avvio della «riqualificazione produttiva, ricomposizione ambientale e riconversione urbanistica dell’ex-sito estrattivo dimesso». Tutte le ex cave devono essere uguali: secondo i gruppi consiliari il sito estrattivo, appena dimesso con la chiusura del centro di macinazione il 30 settembre scorso, non rientra nell’elenco delle aree avviate, su autorizzazione regionale, alla ricomposizione ambientale. Di più, la momento, è inserito nelle zone di ripristino ambientale, recupero delle biodiversità e ripristino delle condizioni originarie.

Gli interrogativi senza risposta posti dall’avvocato Gaetana Crisci (capogruppo Fratelli d’Italia)

Attualmente la cava della Colacem rientra urbanisticamente nelle direttive di tutela del Parco urbano intercomunale est-Tifatini. Ritardi urbanistici si sommano ai ritardi sugli eventi annunciati. La capogruppo di Fdi puntualizza e ricorda: «Non c’è nessuna traccia di progetti presentati in comune e soprattutto i ritardi sul cronoprogramma dei lavori che dovevano partire a settembre. In più, dal 20 al 22 settembre, doveva tenersi l’evento per la posa della prima pietra, la presentazione dei soci e prima ala costituzione di una società per azioni». Per i primi di agosto doveva essere ufficializzato l’accordo per l’acquisto della cava. Entro luglio ci doveva essere la presentazione della Ludo spa. Dopo la grancassa degli annunci è calato il silenzio su un megaprogetto, presentato in stile hollywoodiano, da realizzare su 100 ettari dove investire 400 milioni di euro (dei quali 130 milioni dei privati e 270 milioni del Pnrr).