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Comunicato – Ridurre al minimo il rischio di mortalità per chi soffre di Tachicardia Ventricolare, un’aritmia maligna che può degenerare in fibrillazione ventricolare con conseguente arresto cardiocircolatorio, è oggi possibile grazie all’ablazione per via epicardica.
Il 26 luglio scorso è stata eseguita presso la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni la prima procedura di ablazione di tachicardia ventricolare con approccio mediante puntura epicardica. In tale occasione si è usato, per la prima volta a sud di Milano, il sistema di mappaggio tridimensionale Boston Rhythmia ad ultimissima definizione.
L’equipe del dr. Antonio De Simone, composta dai dottori V. La Rocca e A. Panella, si è avvalsa della collaborazione del dr. M. Bolao della Università di Navarra (Spagna). Antonio De Simone, responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia del centro di Alta Specialità del Cuore della Clinica “San Michele”, spiega che tale procedura permette di esplorare il versante esterno dei due ventricoli del cuore attraverso l’inserimento di cateteri introdotti nello spazio virtuale posto fra i due foglietti pericardici raggiunto con una puntura eseguita al di sotto dello sterno, allo scopo di  ricercare delle zone di tessuto miocardico malate responsabili dell’insorgenza di aritmie ventricolari minacciose per la vita.
L’ablazione della tachicardia ventricolare con accesso epicardico, infatti, migliora decisamente la qualità di vita di coloro che presentano un battito cardiaco accelerato che origina nei ventricoli, in quanto riduce al minimo le aritmie non controllabili mediante l’ablazione tradizionale, mettendo quindi in atto l’approccio curativo oggi più innovativo, quello epicardico, possibile in pochi centri in Italia dotati di attrezzature ad alta tecnologia come la Casa di Cura “San Michele”.