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Abbiamo appreso nei giorni scorsi dalla stampa della condanna del comandante della polizia locale di Mondragone, David Bonuglia, ad un anno di reclusione per il reato di omissione di atti d’ufficio: https://casertace.net/mondragone-arriva-la-sentenza-condannato-il-comandante-dei-vigili-bonuglia/.

Non sappiamo se il comune di Mondragone per tempo si sia attivato sul piano disciplinare (Legge 150/2009 e  Dlgs 75/2017), in quanto la necessità di ripristinare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni debba ritenersi- in una logica di bilanciamento degli interessi– prevalente rispetto alla presunzione di non colpevolezza del lavoratore imputato. Quindi, non sappiamo se l’ufficio procedimenti disciplinari-UPD abbia agito nel rispetto delle norme.

Sappiamo però che il Dlgs 8 aprile 2013 n. 39 (cosiddetta Legge Severino”) all’art. 3, comma 1, lettera c) prevede quanto segue: “A coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti: (…) c) gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello nazionale, regionale e locale.

E abbiamo visto nei giorni scorsi, dopo la sentenza, il comandante David Bonuglia in piena attività, addirittura di rappresentanza istituzionale: www.thereportzone.it/?p=40037.

Domandiamo allora alla Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- RPCT, nonché Segretaria comunale, al Nucleo di valutazione e al Sindaco: ma a Mondragone non si applica la Legge Severino?