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Il cordoglio della città di Maddaloni per la scomparsa di Matteo Sforza, è stato palesato sia al funerale, terminato da poco presso la Parrocchia di San Francesco, sia con i messaggi di vicinanza alla famiglia ma, soprattutto per Matteo, storico dirigente del PCI della sezione maddalonese.
Eccoli alcuni:
Michele Cerreto: Riposa in Pace, Matteo. Un ricordo che sento di condividere. Quando ero piccolo e qualcuno mi infastidiva perché più grande di me trovavo sempre negli Sforza “un amico” a darmi una mano. Uno di questo era Matteo. L’altro Vincenzo, cui sono profondamente affezionato.
Giusy Pascarella: L’ho conosciuto personalmente solo in questi ultimi anni e abbiamo parlato spesso… mi ha raccontato tante cose e ho apprezzato molto la sua conoscenza su alcune opere di cui lui si stava prendendo cura con il suo lavoro…. sono dispiaciuta…. porgo le mie condoglianze alla moglie, i figli e a tutti voi della famigia…. Rip
Giuseppe Iaculo: Una tristissima preannunciata notizia…culminata con la morte di un carissimo amico, compagno di infanzia e di tante battaglie condotte con coraggio e genuinità nel nome della libertà. Matteo se ne va per sempre così come i tantissimi vittime del male che oramai falcidia le nostre realtà. Se ne va un ragazzo umile, coraggioso, sincero. La sua sofferenza e quella dei suoi cari portino forza a tutte le persone, che soffrono…sono convinto, che lui si batterà ancora ovunque e per sempre….addio amico!
Angelo Tenneriello: I tuoi interventi non erano mai casuali o scontati. Appartenevano al popolo come si addice a chi crede ancora nei valori di sinistra. Mi piace immaginarti ancora paladino delle ingiustizie a tutela dei più deboli nell’aldilà. Ciao COMPAGNO Matteo Sforza.
Carlo Scalera: C’è un tempo nella vita di ognuno di noi nel quale i ricordi dei momenti belli, che hanno inciso, con maggior forza, le fibre più intime dell’anima, riaffiorano, vividi e lucidi, con il loro enorme carico di memorie, dolori, speranze, paure, illusioni…attimi di gioia, prove d’amicizia e d’affetto. E’ successo al sottoscritto.
Stavo consultando, nel mio perdere tempo quotidiano facebook, quando, come un fulmine a ciel sereno, mi appare una notizia: è morto Matteo Sforza. Resto pietrificato. Il cervello non invia più impulsi, il cuore si ferma e non ossigena più i miei muscoli, sembra che tutta la mia persona affoghi nel lago del nulla.
Quasi ad accusare e condannare il mio computer, ambasciatore di cattiva notizia, abbandono la mia postazione, mi metto alla ricerca spasmodica di una foto che mi ritrae con te Matteo: ADDIO, MATTEO…
Non si dice così quando si perde un amico? Addio è sempre una parola difficile da pronunciare, specie quando in ballo ci sono gli affetti che tracimano dalle persone e invadono gli animi. E noi resteremo increduli, quasi impigliati in quella parola così definitiva, perché ogni volta che la si pronuncia, una persona, un sentimento profondo, muoiono una volta di più… Addio, MATTEO… la tua eredità non farà litigare nessuno, perché appartiene a tutti ed è racchiusa in quattro parole, uno stile di vita: bontà, morale, entusiasmo, impegno. Purtroppo, non ho fatto parte di quella folta schiera che ti ha accompagnato verso l’ultima dimora, ma voglio comunque far parte di quella avanguardia che reclama un pezzetto dei tuoi RICORDI, farciti di etica e di altruismo. Ai fratelli, alla sua famiglia, ai parenti tutti vi sono vicino, so che cosa significa il dolore che state provando.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei messaggi. Segno di tanta stima per una famiglia che si è distinta sempre per la coerenza di ideologie e la genuinità dei valori. A tal proposito, Maddaloni News ribadisce la vicinanza alla famiglia Sforza.
Ciao compagno Matteo.
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