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A questo punto posso dire , con certezza, che il movimento cinque stelle non è nè di destra e nè di sinistra.
Questo movimento nato non molti anni fa, io militavo nel popolo viola insieme a tanti di voi, dove riuscimmo a portare in piazza oltre un milione di persone. Allora regnava il nano malefico e già allora i pentastellati puri cominciavano a fare i primi passi di protesta, con noi nelle piazze, ricordo una su tutte la manifestazione che tenemmo sulla riforma costituzionale dove ci recammo in una giornata di pioggia a scandire gli articoli della costituzione alle spalle della prefettura di Caserta, oltre i tanti incontri romani con Imposimato, Di Pietro, il regista Comencini e tanti pentastellati di oggi.
Già allora cercarono di coinvolgermi in questo nascente movimento che si stava organizzando a Milano, nelle chiuse stanze, da un gruppo di industriali con a capo Casaleggio, uomo di Forza Italia, il quale, per incamerare simpatie e voti, coinvolse il comico a pagamento Grillo, ricordo allora non voluto dentro il direttivo del PD (si candidò perfino alle primarie).
Con la scomparsa di Casaleggio e a distanza di qualche anno, posso confermare oggi, con sicura certezza che il movimento non è né di destra e nè di sinistra ma è la fotocopia di Forza Italia, un partito padronale, solo con una piccola differenza fondamentale che per governare il nano malefico si scelsero politici navigati per fare i suoi affari, ma comunque politici molto capaci, più di questi bravi giovanotti del M5S che ora sono al comando di una Roma imperiale, ma mi dispiace dire che non sanno neppure come funziona un’amministrazione pubblica.
La brava Raggi sindaco di Roma ora si trova nel caos più assoluto e il M5S attaccato da tutti i fronti senza difesa.
C’è un piccolo particolare che i giovani pentastellati e i simpatizzanti di questo movimento, devono sapere quello che a me fa più paura non è tanto il Grillo parlante che ormai sta trovando tutte le scuse per scomparire dalla scena politica, dopo che si è riempito per bene il suo forziere, ma che l’associazione casaleggio (i poteri forti) gli stanno togliendo la parola, infatti questo gruppo ha conquistato l’autorità che volevano, scavalcando Forza Italia, mettendo in un cantuccio il nano malefico, ed insidiandosi al potere come prima forza in Italia, prevaricando altre forze politiche emergenti, demolendole per il momento.
Certamente nel futuro spetterà a noi con il voto o senza voto per eliminare tutta questa baraonda di giochi di potere tornando ai vecchi partiti ideologici, quelli che hanno contribuito a far crescere la Nazione.
Per terminare dando uno sguardo alla mia città Maddaloni, in questa giornata di pioggia, posso fare un appello alla sinistra pura, quella che è stata sempre presente sul territorio, non quella che si è trasformata e oggi si vuole riproporre, facendo un’analisi molto attenta sulla realtà politica maddalonese notando, con molto piacere, che lo spazio a sinistra del Pd c’è, ed è molto consistente: oltre che le aree residuali di Sel, Rifondazione ecc, ci sono molte centinaia di ex elettori del Pd e dell’ex grande Rifondazione e comunisti italiani che oggi posso aggiungere anche ex M5s, oltre che di parte dell’Idv che hanno smesso di votare e si astengono.
Poi ci sono molti elettori che continuano a votare Pd ma che guarderebbero con interesse a qualcosa altro che li rappresenti meglio e ci sono anche aree di gruppi intorno al Pd (Verdi, socialisti) che potrebbero essere interessate.
Complessivamente potrebbe trattarsi di un bel bacino teorico di elettori.
Naturalmente, nessuno riesce mai ad assorbite tutto il suo elettorato potenziale, e, in questo caso c’è la concorrenza del M5s sugli astenuti e del Pd su quelli in bilico fra sé e la nuova formazione, che dovrà sgomitare per affermarsi fra i due.
Ma si può giocare su un’area, per ora imprecisata, che non intende più votare per il Pd e non ritiene soddisfacente l’offerta del M5s. Dunque, il potenziale c’è, bisogna vedere quale sarà la capacità di una nuova formazione di intercettare questi consensi, quali le risorse per raggiungere questi elettori, quali le soluzioni organizzative.
Staremo a vedere, comunque , ripeto che per guidare questa città, ci vuole un politico che conosca molto bene la macchina comunale e sappia molto bene quale strada esiste per andare a Roma e a Napoli.
Carlo Scalera