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Umby
 

“Ciao Dario,
inanzitutto grazie mille per il tuo aiuto…
Come sai mio fratello Umberto ha 23 anni e disabile dalla nascita, costretto a vivere la sua vita su un lettino e passeggino ortopedico.
Gia è difficile svolgere le funzioni quotidiani ossia dargli da mangiare, cambiargli il pannolino e lavarlo, cercare di tenerlo sempre impegnato 
per farlo sentire il più felice possibile.
I miei genitori hanno sempre dovuto lottare per qualsiasi sostegno che gli spetta per diritto e legge dalle autorità locali che invece alle famiglie come la mia 
sembra che facciano il possibile per rendere il tutto più complicato. 
Oggi, dopo diversi mesi di corse all’Asl di Maddaloni fra burocrazia e risposte al quanto difficili da avere…hanno dato l’ennesimo NO ad Umberto per un montascale che lo aiuterebbe 
a portarlo al pian terreno e quindi di portarlo fuori per una passeggiata, cosa che fin’ora avviene perchè i miei genitori, di 56 e 53 anni anche loro con problemi di salute, lo prendono in braccio
e portano giu per due lunghe rampe di scale…ma cosa accadrebbe se malauguratamente dovrebbero scivolare o avere un malore mentre lo portano giu? a quel punto non sarebbe solo uno il disabile ma 2 o 3!!! E l’ASL si 
prenderebbe questa responsabilità che ad oggi non riesce nemmeno a farlo solo con mio fratello?
Perchè gli impiegati dell’asl di Maddaloni usano tanta scortesia verso queste persone disabili che gli danno lo stipendio e come risposta al No al montascale aggiungono anche “potreste fare una colletta con i Maddalonesi”?
E’ questa una presa in giro per il disabile stesso?
I miei genitori sono cittadini modello che hanno sempre pagato tutte le tasse anche a volte un po’ esagerate ma che mai sono stati aiutati con mio fratello! 
E’ giusto che Umberto venga abbandonato dalle autorità che dovrebbero proteggerlo? “
Salvatore, fratello di Umberto
Caro Salvatore, innanzitutto sono io a ringraziarti per il tuo prezioso contributo che rendi non solo alla città, mettendo in evidenza non un disservizio, bensì una vergogna che va oltre ogni confine territoriale.
Un diritto, implica il dovere dei preposti affinchè possa essere esercitato, ancor più quando c’è di mezzo una persona diversamente abile che necessita innanzitutto d’amore, ma inevitabilmente anche di cure e servizi.
Come hai ben detto, sono i diversamente abili che “danno lo stipendio” ad alcuni dipendenti dell’asl, ciò comporta un’assunzione di responsabilità, un dovere. Come si può pensare di proporre alla famiglia di un disabile ad effettuare una colletta? Ma stiamo scherzando?
Alzate il vostro culo, cari fresconi e andate oltre le vostre limitatissime visioni, smuovete il sistema, immedesimatevi voi nella situazione dei genitori di Umby. Avete un obbligo. Quello di adempiere al vostro lavoro innanzitutto, ma soprattutto rispettare i sacrosanti diritti altrui.
Il sorriso di Umby, la vostra vergogna più grande.
Dario Bocchetti