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E grazie a delle persone devote al Santo Patrono, anche quest’anno , ci saranno i festeggiamenti a San Michele a Maddaloni.
Ho letto il programma, nulla di straordinario, nulla di eccezionale. Quest’anno tutto nel più silenzio assoluto, direi quasi religioso, forse anche troppo.
Si avrà una festa sobria con tanti momenti di cerimonie religiose officiate dal clero maddalonese.
Ci sono le giostre, c’è la luminaria, ci saranno le bancarelle, c’è anche il fuoco pirotecnico e tutte le sere momenti musicali.
A proposito di momenti musicali, sicuramente andrò a salutare un grande artista Mimì Palmiero e la sua orchestra e la banda musicale diretta da un nostro concittadino Gigino Pascarella, alias u Borgia.
Senza dimenticare la processione che ritorna di domenica con il Santo Patrono.
Bene penso che ho detto tutto? No, ho dimenticato il concertino finale, con un cantante famoso.
Tutto questo organizzato, nel massimo silenzio, senza l’aiuto dell’amministrazione comunale e con delle regole ferree imposte dalla chiesa, ma solo con l’aiuto di pochi cittadini.
Quindi bisogna ringraziare chi riesce a tenere ancora vive queste tradizioni che in un modo o altro portano benessere alla città.
Qualcuno mi dirà che nel terzo millennio questi tipi di manifestazioni sono superate, non hanno più quell’attrazione di una volta.
Oggi le luminarie non sono più le luminarie di una volta, hanno tecnologie nuovissime e offrono uno spettacolo da mozzafiato, come pure i fuochi pirotecnici.
Ci sono paesini del sud che organizzano feste patronali dove partecipano centinaia di migliaia di turisti, dove hanno creato un’economia ed anche occupazione e quindi perché tutto questo non si può organizzare anche da noi?
Una bella domanda? Dove sfido chiunque a rispondere.
Una cosa è certa, non si può organizzare in pochissimi giorni una festa patronale, senza la collaborazione fattiva dell’amministrazione comunale, dove la Chiesa giustamente per i fatti accaduti precedentemente ha tirato i remi in barca.
Comunque godiamoci questa festa, visto che questo ci passa il convento, con la speranza che vada tutto bene e con la promessa che appena finisce, già si inizi a pianificare per l’anno prossimo, anche perché, secondo me, se deve essere festa, festa sia, altrimenti facciamo solo una festa religiosa e se la organizzano gli addetti ai lavori, non certamente i mast i fest.
Carlo Scalera