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Silenzio parla Pina Picierno.
Alla presenza di Luigi Bosco (Terra Libera), Vincenzo Santangelo (Calatia Libera) e Antonio Di Silvestro (Centro Democratico), hanno preso forma e sono più vicine le   «primarie di coalizione» del centrosinistra maddalonese, quello che ricalca la geometria politica della giunta De Luca. Due i fatti nuovi. Primo, il calendario abbozzato dall’europarlamentare nonché commissario della sezione di Maddaloni del Pd, sebbene con qualche ritardo di sul ruolino di marcia indicato a settembre, non subirà variazioni sostanziali. Secondo, alla presenza di tutti i colonnelli del Pd locale, o delle diverse anime in perenne frizione fra di loro, la linea del commissario non è stata minimente messa in discussione. Messi a tacere anche i presunti “dissidenti” che organizzavano riunioni “segrete”. Tutto il dibattito, le analisi dietrologiche, gli scenari futuribili e alternativi rischiano di diventare mero esercizio virtuale. Più concretamente chiacchiericcio di paese. Ieri sera, è stato distribuiti un «documento bozza» del regolamento delle primarie di coalizione che dovrà trovare compimento, cioè stesura definitiva, nella seconda metà di ottobre. Salvo scossoni o colpi di scena eclatanti la strada ce porta verso le primarie del centrosinistra sembra, al momento, senza ritorno. Quindi c’è da giurare che le vere frizioni o divergenze di vedute si avranno sulle regole che saranno imposte aigli aspiranti candidati a sindaco e nella scelta dei futuri consiglieri comunale e in generale candidati. Desta impressione che il Pd locale, che non ha mai mancato di dare prova di frammentazione, si sia mostrato allineato e coperto con le direttive della Picierno. E se il commissario detta la linea è facile precedere che detterà, unitamente agli alleati, anche i paletti sulle regole elettorali e di selezione dei candidati». Nel ventre del partito cova molta diffidenza verso chi ha avuto esperienza amministrative nel centrodestra (di fatto già esclusi a priori) ma anche verso chi ha avuto militanze recenti e non di rottura nel centrodestra. Questo nodi, unitamente alla linea programmatica, saranno sciolti in collaborazione con Calatia Libera, Terra Libera e  Centro Democratico ma anche con l’Udc e i movimenti che espressamente si richiamano, per vocazione culturale e militanza pregressa, alle esperienze dell’Ulivo prima e della costruzione del partito democratico poi.